Oggi pubblichiamo la quarta puntata del nostro approfondimento sulla storia degli Effetti speciali al cinema, con cui ripercorriamo alcuni dei momenti più memorabili passati per il grande schermo.

Qualche anno dopo Metropolis (1927) di Fritz Lang, sul grande schermo fece capolino un personaggio destinato a diventare uno dei “simboli” stessi della cinematografia e a dare vita anche a svariati remake che arrivano fino ai nostri giorni (ultimo il King Kong di Peter Jackson del 2005). Era il 1933 quando un enorme scimmione di nome King Kong terrorizzava il pubblico aggirandosi minaccioso a New York e lo commuoveva innamorandosi della bella Fay Wray per poi finire morto ammazzato sotto una pioggia di colpi di mitra. Un’altra strabiliante dimostrazione di quello che il mago della stop motion Willis O’Brien, reduce dal successo ottenuto con i dinosauri de Il mondo perduto, era in grado di fare e che stuzzicò da subito la curiosità di pubblico e stampa impegnata in una spasmodica ricerca di spiegazioni che la produzione era reticente a divulgare (erano ancora lontani i tempi dei “making of” dei Dvd con i quali i maghi degli effetti speciali rivelano senza censure i trucchi del proprio mestiere…). E non è difficile capire il perché di tale reticenza se si pensa che i registi Merian C. Cooper e Ernest B. Schoedsack si sarebbero trovati a dover ammettere che il loro mostruoso gorilla altro non era che un pupazzo alto 56 centimetri con uno scheletro metallico completamente snodabile e ricoperto da pelle di lattice e peli di coniglio…

King Kong combatte contro il dinosauro sull’Isola del Teschio


Mentre il marinaio John Driscoll (Bruce Cabot) cerca di nascondersi da King Kong, la bella Ann (Fay Wray) urla disperata alla vista di un enorme dinosauro.  Al sentire le grida King Kong si precipita a difendere la ragazza e lotta furiosamente contro il tirannosauro. In questa scena è evidente come il film seppe inserire per la prima volta in modo “realistico” l’animazione stop motion all’interno di un film in live action facendo interagire i personaggi creati con il mondo circostante. Per mantenere delle proporzioni verosimili la scena della lotta tra il gorilla e il dinosauro fu girata singolarmente e poi proiettata alle spalle dell’attrice.

Domani tornate a trovarci per la quarta puntata di Cinema ad effetto “La (s)comparsa dell’uomo invisibile”, in cui vi riproponiamo alcune immagini del film del 1933 L’uomo invisibile.

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