Oggi pubblichiamo la trentatreesima puntata del nostro approfondimento sulla storia degli Effetti speciali al cinema, con cui ripercorriamo alcuni dei momenti più memorabili passati sul grande schermo.

Nel 1995  Pixar (ex divisione di computer grafica della Lucasfilm, venduta nel 1986 per 10 milioni di dollari a Steve Jobs e passata poi alla Walt Disney nel 2006) si lanciò Verso l’infinito… e oltre!” con Toy Story – Il mondo dei giocattoli, primo lungometraggio d’animazione completamente sviluppato in grafica computerizzata. Ad animarsi  in “carne e pixel” fu un manipolo di giocattoli e il suo piccolo padroncino Andy che conquistarono subito la simpatia di grandi e piccini inaugurando un’era che avrebbe portato la Pixar sempre più in alto con capolavori in sequenza come Alla ricerca di Nemo, Gli incredibili e fino all’ultimo acclamato Up.

In ogni sua creazione Pixar ha puntato tecnicamente sulle evoluzioni dei software utilizzati internamente: per esempio din Toy Story 2 è stata introdotta la profondità di campo, in Monsters & Co. la complessa gestione dei “peli”, con Nemo un particolare trattamento dell’immagine.

A ottobre del 2009 Toy Story e il suo sequel Toy Story 2 – Woody e Buzz alla riscossa, sono “entrati” nella terza dimensione in concomitanza con lo sbarco in sala di Toy Story 3, realizzato direttamente con la tecnica 3D e che arriverà in Italia il prossimo 2 luglio, preceduto il 30 aprile e il 7 maggio dalle versioni 3D dei primi due capitoli.

Toy Story – Il mondo  dei giocattoli (l’inizio del film)

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