Oggi pubblichiamo la ventiquattresima puntata del nostro approfondimento sulla storia degli Effetti speciali al cinema, con cui ripercorriamo alcuni dei momenti più memorabili passati sul grande schermo

Nel 1985 un cavaliere scende dalla vetrata di una chiesa e annuncia al mondo l’inizio di una rivoluzione: quella digitale. Si tratta del primo personaggio realizzato completamente in computer grafica e compare in Piramide di paura, il film di Barry Levinson sulle avventure giovanili del detective Sherlock Holmes. A cucire su misura un’armatura tutta in pixel per il cavaliere digitale è John Lasseter, allora dipendete della Lucasfilm che al tempo includeva anche i Pixar Animation Studios, venduti l’anno successivo a Steve Jobs (il cofondatore di Apple Inc.) e di cui Lasseter è oggi vice-presidente. Il resto degli effetti del film invece è realizzato con tecniche old-style, come la stop motion o l’animatronica (per esempio per le allucinazioni provocate dalle spine velenose).
Nel 1982 l’era digitale era stata ufficialmente inaugurata dal film Tron, realizzato in larga parte grazie all’uso della computer grafica (leggi la puntata “Tron, quando entra in gioco il computer”). Con un balzo (letterale) questo personaggio in CGI aprì la strada a una tecnologia che avrebbe cambiato per sempre e irreversibilmente il mondo degli effetti speciali dando un nuovo impulso all’industria cinematografica fornendogli possibilità prima neanche lontanamente immaginabili…

Piramide di paura

Il Cavaliere animato in computer grafica scende dalla vetrata della chiesa e minaccia il sacerdote

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Leggi la puntata precedente “Spielberg chiama E.T.”



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