La cinematografia anglosassone, specialmente quella hollywoodiana, ha spesso attinto ai film stranieri (e continua a farlo) per realizzarne remake, che spesso hanno ottenuto un successo tale da oscurare completamente le pellicole originali. Secondo il database Imdb, il Paese più saccheggiato è la Francia, con oltre cinquanta rifacimenti, seguito dall’Italia con 17 titoli e la Germania (oltre dieci).

Proprio di origini francesi saranno anche i film in arrivo, A cena con un cretino (in uscita il 5 novembre), rifacimento de La cena dei cretini (1998) di Francis Veber (che a sua volta si era ispirato alla sua pièce teatrale omonima) e The Tourist, il thriller diretto da Florian Henckel von Donnersmarck, con Angelina Jolie e Johnny Depp, che arriverà in Italia a dicembre, remake di Anthony Zimmer (2005) con Sophie Marceau. Per quanto conosciuta quest’ultima in campo internazionale, non si può negare che l’appeal dei due colleghi americani darà alla storia una fama internazionale. Non a caso, sulla locandina di The Tourist, i volti dei due divi troneggiano incontrastati. D’altra parte non sarà la prima volta che un film francese verrà eclissato dalla notorietà del suo remake americano, come ad esempio è accaduto in passato con cult come La donna in rosso (1984), remake di Certi peccati piccolissimi (1976) o con True Lies (1994), l’action movie di James Cameron con Arnold Schwarzenegger e Jamie Lee Curtis, remake de La totale (1991) e che potrebbe a sua volta sfociare in un ulteriore rifacimento con una serie tv. Un destino toccato anche a un altro film francese Nikita. Il thriller cult del 1990, firmato da Luc Besson, tre anni dopo fu rifatto negli Usa con scene d’azione praticamente fotocopia, Nome in codice: Nina. La pellicola è stata sviluppata anche con un serial canadese tra il 1997 e il 2001 e per un nuovo telefilm appena andato in onda in America, con l’affascinante Maggie Q.


Il trailer originale di Nome in codice Nina:

Il trailer originale di Nikita:


Tra i più famosi remake americani di film d’Oltralpe, poi, ricordiamo anche Diabolique (1996), che porta sul grande schermo Isabelle Adjani, Sharon Stone, Chazz Palminteri e Kathy Bates per reinterpretare il thriller I diabolici del 1955 (basato sul romanzo Celle qui n’était plus di Pierre Boileau e Thomas Narcejac), diretto da Henri-Georges Clouzot, che venne definito l’Hitchcock francese. Di origini francesi sono anche le commedie Tre scapoli e un bebè (1987) con Tom Selleck, remake di Tre uomini e una culla (1985) e Two Much – Uno di troppo (1995), ovvero il film che fece incontrare e innamorare Antonio Banderas e Melanie Griffith, rifacimento di Le Jumeau a sua volta basato sul romanzo Two Much di Donald E. Westakle.


Anche l’Italia ultimamente ha attinto dal sempre fecondo serbatoio d’Oltralpe: da Giù al nord (2008), infatti, è stato realizzato Benvenuti al sud (approdato in sala l’1 ottobre con un botteghino di 3,1 milioni di euro per il primo weekend e di cui è appena stato annunciato il sequel, Benvenuti al nord), con protagonista Claudio Bisio nei panni di un direttore delle Poste brianzolo, che viene spedito in provincia di Napoli, per scontare un gravissimo atto di irresponsabilità. Tra paure e pregiudizi ingiustificati, il trasloco sarà un trauma, che verrà superato ben presto, grazie alla scoperta di una realtà del tutto inaspettata e un gruppo di nuovi amici… Il regista Luca Miniero ha portato sul grande schermo un rifacimento praticamente pedissequo della commedia di Dany Boon (coprotagonista del film e visto in un cameo anche nel remake italiano), che in Francia detiene il record di miglior incasso d’esordio con i suoi 25,5 milioni di euro. Non solo la trama e i personaggi, ma anche alcune battute sono state letteralmente recuperate (dove possibile), come il monito che il postino Mattia (Alessandro Siani) fa al suo direttore: «Quando un forestiero viene al sud piange due volte: quando arriva e quando parte». (continua)

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