Last Friday, il boardgame in stile Venerdì 13

Last Friday, il boardgame in stile Venerdì 13

Una trama che richiama la saga di Jason Voorhees per il gioco da tavolo edito da Pendragon Game Studio

di Paolo Cupola 15/11/2016
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Tecnicamente si chiamano “slasher”: sono una sottocategoria del genere “horror”. Nati storicamente nel 1978 (il capostipite indiscusso è considerato il cult movie Halloween – La notte delle streghe, di John Carpenter) gli slasher sono film in cui il protagonista indiscusso è un maniaco omicida (spesso mascherato) che dà la caccia a un gruppo di persone (spesso teenager) in uno spazio più o meno delimitato, utilizzando in genere armi da taglio per ucciderli in modo cruento. Tra gli esempi più famosi non si possono non citare i vari capitoli della saga di Venerdì 13, di Nightmare, di Scream o dei vari Non aprite Quella Porta (anche se il migliore, a nostro giudizio, resta quello di Tobe Hooper).

Poteva il mondo dei giochi da tavolo lasciarsi sfuggire un riferimento culturale così potente e suggestivo? In realtà no: esistono tantissimi boardgame horror, anche molto vecchi, che a “Leatherface”, a Jason, a Freddy Kruger e compagnia, più o meno ufficialmente si ispirano. Oggi però ci piace parlare di un prodotto squisitamente italiano da pochissimo giunto sugli scaffali: Last Friday. Realizzato dal duo Antonio Ferrara e Sebastiano Fiorillo, Last Friday è un boardgame asimmetrico (in cui, cioè si contrappongono due diverse fazioni, che seguono regole e obiettivi diversi) con un meccanismo di gioco sulla falsariga del celebre Scotland Yard di Ravensburger (o, per gli appassionati, di “Fury of Dracula”, “Letters from Whitechapel”, ecc…): un giocatore (il killer) si muove segretamente, invisibile ai giocatori, sulla plancia di gioco; gli altri giocatori (i buoni), rappresentati da un gruppo di teenager, si muove invece in maniera palese, cercando a volte di sfuggirgli, a volte di catturarlo.

Suona strano eh? Ma facciamo un passo indietro: l’anno è il 1980, in un campeggio sul Lago Apache, un gruppo di ragazzi cerca di ridare vita ad una vecchia struttura abbandonata a causa di svariate disgrazie che si sono succedute nel corso degli anni e che hanno alimentato leggende di vario genere. Peccato che, come sempre accade in questi casi, lo psicopatico responsabile delle vicende sanguinarie di cui sopra non sia mai morto e continui ad aggirarsi, indisturbato, tra i bungalow e le tende di Camp Apache.

E qui sta la novità: in tutti i giochi di questo genere, il giocatore solitario svolge il ruolo della preda, in Scotland Yard è un criminale in fuga dalla polizia, in Fury of Dracula è il Conte che scappa da Van Helsing e compagni, in Whitechapel è Jack Lo Squartatore che sfugge alle maglie dei “bobby” londinesi. Ma questa volta è diverso: il killer è un cacciatore che cerca di uccidere il maggior numero di campeggiatori… prima di darsela a gambe! Il gioco, infatti, è diviso in quattro fasi successive, o “capitoli”: nel primo il killer è un cacciatore; nel secondo i compagni superstiti, in cerca di vendetta, gli danno una caccia senza tregua; nel terzo il maniaco, ritornato dall’aldilà sotto forma di fantasma in cerca di vendetta, è ancora un cacciatore, salvo ritornare ad essere preda nel quarto, ultimo capitolo in cui i campeggiatori, improvvisatisi “acchiappafantasmi”, cercheranno di rispedirlo tra i suoi pari. Un meccanismo originale e divertente, anche se un po’ lungo (ogni capitolo, dura, in media, almeno una mezz’oretta), ma che non mancherà di appassionare i fan del genere. Lo raccomandiamo senza riserve per una serata da brividi davanti al caminetto. Dopotutto, l’Inverno sta arrivando…

Di seguito, scheda tecnica, trailer e immagini del boardgame:

Scheda tecnica:

AUTORI: Antonio Ferrara, Sebastiano Fiorillo
EDITORE: Pendragon Game Studio
GENERE: Horror
NUMERO GIOCATORI: 2-6
ETÀ: 14+
DURATA MEDIA: 60’
PREZZO CONSIGLIATO: 41,99€

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