Capitolo 1 del Diario dal set di Dark Resurrection Volume 2, il secondo capitolo della saga realizzata da un gruppo di fan italiani di Star Wars. Ogni settimana in esclusiva per i lettori di Best Movie gli aggiornamenti del regista Angelo Licata riguardo alla lavorazione del “Guerre Stellari made in Italy”.

Quando terminai la sceneggiatura del Volume 2, mi resi conto che le difficoltà nel realizzare il film erano paragonabili ad una produzione milionaria. Tuttavia, senza quasi nessun budget, il nostro piccolo gruppo non si è lasciato intimorire dalla mole di lavoro. Sapevamo che, essendo in pochi, il tempo era il nostro solo nemico, ma con perseveranza avremmo comunque raggiunto il risultato voluto.

Il modo giusto di procedere era non saltare nessun passaggio esattamente come se fosse stato un film ad altissimo budget, ed il primo passaggio in un film di questo tipo, consiste nel dare forma e luce alla sceneggiatura molto prima di iniziare le riprese: la “previsualizzazione” (questo è il suo nome) ha lo scopo di far comprendere ciò che accadrà con l’ausilio di disegni, animazioni 3D e modellini. Questo permette di definire lo stile di ogni scena, delle navi, dei costumi, delle armi, degli attori stessi. Oltretutto, girando in green screen, è fondamentale per il regista e la troupe visualizzare per intero l’ambiente che verrà poi inserito in post produzione al posto del verde e comprendere come le scenografie digitali potranno interagire con gli attori e viceversa.

Tommaso Ragnisco, Conceptual Artist, prop Makers, Matte Painter, (e molto altro) si è occupato di questa delicatissima parte, dando un’impronta molto profonda allo stile visivo del film. Per chi non mastica il gergo tecnico, Tommaso è stato in grado di visualizzare i miei sogni ad occhi aperti grazie a disegni e dipinti quasi fotorealistici e permettermi di vederli meglio; poi, una volta trovata la giusta forma, li ha resi reali. Al suo fianco alcuni artisti hanno lavorato duro per farci arrivare preparati al primo giorno delle riprese. Il lavoro di previsualizzazione tuttavia non termina fino a che il film non è finito ed attulamente Tommaso è al lavoro su due ambienti del Volume 0.

L’altra faccia della previsualizzazione è lo storyboard. Io stesso realizzo – nei miei film ed in quelli di altri, ad esempio nel prossimo film di Fausto Brizzi, “Maschi contro femmine” – storyboard ed animatic; in questo caso, data la mole di lavoro, ho richiesto l’aiuto di un altro artista, Alessandro Bragalini. Alessandro ha realizzato moltissime tavole che come in un bellissimo fumetto hanno previsualizzato le scene più complicate permettendoci di risparmiare tempo sul set in quanto la “regia” che riguardava la scelta dei movimenti di macchina era già stata sviscerata, permettendoci di dedicarci agli attori ed alla recitazione.

Vi lascio alla visione di un video in cui questo enorme lavoro è riassunto molto bene.

Il video della preproduzione:

Una prima bozza (della nave Resurrection) scolpita da Tommaso Ragnisco. Il modello è stato modificato molte volte. Quello utilizzato nelle ultime riprese è lungo circa un metro e mezzo

Un test di luce sul modello finale della Resurrection. Il modello è una scultura reale grande circa un metro e mezzo

Il Biodroide – Questa tuta in lattice è frutto del lavoro di Tommaso Ragnisco e Francesco Fabiani. Due di queste tute sono state indossate da stuntman durante le riprese del Volume 0

Modello reale utilizzato per un dettaglio del replicatore organico della Resurrection

Lo staff della Pix Movie Factory al lavoro con il regista Angelo Licata



Un frammento tratto dallo storyboard di Alessandro Bragalini. Questa sequenza riguarda una scena presente anche nel trailer del Vol.0

Torna all’indice del diario di Dark Resurrection

© RIPRODUZIONE RISERVATA