Non ci resta che il crimine

Nell’ambito della serata di premiazione del Filming Italy Best Movie Award, l’attore e regista Massimiliano Bruno, presente per ritirare il premio alla miglior sceneggiatura, ha confermato ufficialmente che girerà a breve il sequel di Non ci resta che il crimine, commedia uscita lo scorso gennaio nelle nostre sale. 

«Inizieremo a girarlo dal prossimo 30 settembre – ha detto Bruno sul palco dell’evento -, Devo ringraziare i miei sceneggiatori, Andrea Bassi, Nicola Guaglianone e Menotti, e gli attori per il risultato raggiunto, che fortunatamente è stato anche un bel successo di pubblico. Il sequel lo chiamiamo Ritorno al crimine!».

Difficile dire con certezza se quest’ultimo sarà il titolo ufficiale del sequel, una denominazione provvisoria o solo una boutade ironica e scherzosa del regista per alludere, citando Ritorno al futuro di Robert Zemeckis, al ritorno al tempo presente dei protagonisti del primo film. 

Non ci resta per crimine raccontava le vicende di tre amici, Moreno, Sebastiano e Giuseppe, che tentavano di sbarcare il lunario con un tour alla scoperta dei luoghi simbolo della Banda della Magliana, per poi ritrovarsi catapultati, durante una pausa caffé e grazie di un portale di Einstein-Rosen, direttamente nel 1982, nell’anno dei Mondiali di calcio vinti dall’Italia, quando la famigerata gang criminale romana era nel pieno della sua attività. 

Nel cast, oltre al trio principale e a Ilenia Pastorelli ed Edoardo Leo, si aggiungerà anche Carlo Buccirosso

A proposito del premio ricevuto, Max Bruno ha invece dichiarato ai nostri microfoni: «Stare a Venezia, in una manifestazione così importante per il cinema italiano, e ricevere anche un riconoscimento mi fa molto piacere. Grazie al cielo con “Non ci resta che il crimine” siamo anche il secondo miglior incasso dell’anno solare 2019 ed è stata una bella esperienza di vita. Mi sono divertito talmente tanto nel farlo che ho deciso di portare avanti la storia. Il finale del primo film chiamava senz’altro il sequel, ma non bastava sentirsi il colpo in canna: avevamo bisogno di un pubblico che lo apprezzasse per proseguire e fortunatamente così è stato.»

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