A sentir lei non è cresciuta col mito della nonna famosa ma quando una bimba gioca con un Oscar vero mentre le amichette tengono in mano le bambole, qualcosa deve restarti pur dentro. Se in più hai gli stessi occhi verdi e capelli neri di una delle dive più celebri di tutti i tempi, sei attratta dalla recitazione e hai anche qualche diritto a farti chiamare Magnani, il tuo destino è più o meno segnato, e infatti Olivia Magnani, nipote della grande Anna, l’attrice la fa sul serio: molti la ricorderanno al fianco di Toni Servillo in Le conseguenze dell’amore, ruolo per cui vinse il Globo d’oro come miglior attrice rivelazione.

Ora le pagine dei giornali tornano a parlare di lei, non per un nuovo film, ma per il suo arrivo alla Mostra del cinema dove ha reso un omaggio particolare alla nonna che pure non ha mai conosciuto (Olivia è nata due anni dopo la morte dell’attrice): la sezione Venezia Classici ha infatti selezionato il documentario Donne nel mito: Anna Magnani ad Hollywood, di cui lei è voce narrante. Scritto e diretto da Marco Spagnoli a quarant’anni dalla scomparsa dell’attrice, il documentario fa parte della serie Donne nel mito, brevi pillole prodotte da NBC Universal Global Networks Italia, e dopo il passaggio al festival si potrà vedere in prima tv l’11 settembre alle 20,50 su Diva Universal, canale 128 del bouquet Sky.

Attraverso materiale inedito scovato da Spagnoli negli archivi Rai e dell’Istituto Luce, il film offre un’inedita prospettiva sulla vita della Magnani che interesserà appassionati e neofiti, perché dà l’opportunità di conoscere il periodo americano dell’interprete di Roma città aperta, e in particolare il suo rapporto di amicizia con Tennessee Williams, uno dei principali commediografi della storia della letteratura. Prima di questo film, il legame tra la Magnani e Williams, era stato soprattutto trattato come un capitolo delle rispettive biografie e non come un punto di partenza per capire come quell’incontro avesse cambiato il corso artistico e personale delle vite di entrambi. L’attrice premio Oscar e lo scrittore due volte vincitore del Pulitzer sono stati legati per quasi un quarto di secolo, fino a quando la prematura scomparsa di Anna Magnani l’ha separata dall’amico che lei chiamava “Tenn, mio adorato buffone”. Un legame personale di cui il film ci svela aneddoti e chicche tutte cinematografiche, come quelle legate ai film fatti e a quelli sfumati come La discesa di Orfeo, scritto appositamente da Williams per lei e Brando che doveva essere diretto da Elia Kazan e mai realizzato, o la versione americana di La Lupa di Giovanni Verga per la regia di Federico Fellini proposto da Anna Magnani alla produzione ma mai girato.

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