Chi non ricorda Robert De Niro in Taxi Driver, con la cresta, il fisico tutto muscoli e nervi e il volto scavato, o mentre impugna la pistola e si guarda allo specchio con aria da pazzo allucinato, pronto a declamare il più classico dei monologhi: «Con chi stai parlando? Dici a me? Eh, non ci sono che io qui. Ma con chi credi di parlare tu?». Una sequenza indimenticabile, citata in ogni contesto (cinematografico e non) nell’ultimo trentennio; ultimamente anche da Zack Efron in Neighbors.

Pensiamoci bene, ciò che ricordiamo maggiormente al cinema sono le grandi trasformazioni, gli incredibili modi attraverso i quali un attore si licenzia da se stesso per vestire i panni del suo alter ego. Il Boris Karloff di Frankenstein, i mille volti di Bette Davis e di Gian Maria Volontè, Malcom McDowell in Arancia Meccanica, il Joker di Jack Nicholson e di Heath Ledger, Demi Moore soldatessa rasata in Soldato Jane, Anthony Hopkins serial killer filosofo (chi può dimenticare il suo Hannibal Lecter!), ma anche Van Helsing in Dracula, Tolomeo in Alexander e infine nei panni di Alfred Hitchcock; gli infiniti cambi di look di Johnny Depp.

E, appunto, Robert De Niro in Taxi Driver. Numerosissime le sue mutazioni, specie nei film di Martin Scorsese: lo ricordiamo nei panni del celebre pugile Jack La Motta in Toro Scatenato, o nel bestiale e vendicativo ex galeotto Max Cady in Cape Fear, prima di diventare Al Capone e Frankenstein sotto la direzione di Brian De Palma e Kenneth Branagh. Come lui Daniel Day-Lewis, Meryl Streep, Al Pacino, Helen Mirren e tanti altri. O, in tempi più recenti, il nostro Tony Servillo – addirittura nei panni di Giulio Andreotti – e Christian Bale.

L’alter ego del Batman di Nolan ripete a ogni occasione quanto sia poco entusiasta della continua mutazione del suo fisico, ma di fatto è stato capace di fluttuare dallo scheletrico Uomo senza sonno, alla muscolatura invadente de Il cavaliere oscuro con apparente facilità, per poi apparire nuovamente magrissimo in The Fighter. O irriconoscibile nel recentissimo American Hustle dove, grazie all’adipe in surplus e a un semplice riporto, esteticamente inguardabile, diventa completamente un’altra persona.

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