Max Giusti, supercattivo e superpapà. Con cinque edizioni di Quelli che il calcio alle spalle in veste di imitatore e dopo aver guidato per due anni il programma Rai Affari Tuoi, il conduttore televisivo/radiofonico/attore Giusti è ora anche doppiatore nei panni del protagonista di Cattivissimo Me, il divertente film che ha conquistato il popolo americano e che sarà distribuito da Universal il prossimo 15 ottobre. In Cattivissimo Me Max Giusti interpreta Gru (nella versione americana è Steve Carrell), un cattivo che vuole essere ricordato come il più cattivo della terra e tenta un’impresa impossibile, con l’aiuto dei suoi Minions e di uno scienziato improbabile. Max Giusti si racconta ai lettori di Bestmovie.it:

Da chi hai preso l’ispirazione per Gru?
Max Giusti: «A dire la verità mi sono ispirato ad un vicino di casa e ad un papà, che ho avuto, un po’ burbero. Poi ho cercato di costruire su di me quella parte di Gru che corre sul suo razzo come se fosse un Sub moderno, quella parte di Gru che, per compiacere gli altri e la mamma, cerca di essere il più cattivo del mondo».

Hai visto prima di iniziare il doppiaggio la versione americana del tuo personaggio?
Max Giusti: «Prima di iniziare a doppiare ho rivisto solo un minuto del mio personaggio e poi l’ho dimenticato. In alcune scene Steve Carrell parla con un accento russo, per esempio. Ma con il direttore del doppiaggio abbiamo deciso di non legare al mio  personaggio cattivo un accento da straniero come se gli immigrati fossero cattivi».

(Foto Image.net)

È la tua prima esperienza da doppiatore?

Max Giusti: «Si. In un solo momento mi avevano proposto tre film da doppiare. Non dirò quali. Dovevo sceglierne uno e quando ho visto Cattissimo Me non ho avuto dubbi. Mi ritengo ora fortunato: sto per diventare papà e intepretare Gru mi è servito da terapia per ritornare bambino».

Cosa hai provato quando hai visto per la prima volta il film intero?
Max Giusti: «Sono andato a vedere il film al cinema Barberini di Roma insieme a giornalisti e bambini, mentre mia moglie era alla prima lezione di pre-parto. Ero da solo con la mia ventiquattrore e mi sono messo in seconda fila. Per i primi dieci minuti sono stato severo con me stesso: sempre quando ascolti la tua voce all’inizio non ti piace mai. Ma quando il personaggio inizia a cambiare ho dimenticato che quel personaggio ero io e mi sono immedesimanto nella storia. Mi è venuto da piangere a tal punto che alla fine del film ho dimenticato la mia ventiquattrore al cinema».

Ritornerai al cinema a rivederti?
Max Giusti: «Voglio andare altre tre volte a vederlo. Tanto i bambini non mi riconoscono. Non pensi al successo, agli ascolti quando doppi, ma pensi a lasciare un segno per quei bambini, che sono come le spugne, che vanno al cinema e avranno, alla fine del film, un bel ricordo di quella storia, di quei personaggi».

Progetti futuri?
Max Giusti: «Al fianco di Fabrizio Frizzi nel programma televisivo Attenti a quei due. Sto scrivendo un soggetto che vorrei interpretare su una storia realmente accaduta in Sardegna. Ma non dico nient’altro. Per me il lavoro più bello è sempre cambiare registro, dalla radio alla televisione fino al cinema: per quelli che come me sentono il bisogno di migliorare, cambiare è una linfa vitale».

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