L’adattamento della fiaba Disney in un live-action firmato da Kenneth Branagh ha fino a ora raccolto pareri positivi (qui la nostra recensione). Il regista ha parlato del senso di responsabilità che ha sentito nel curarne una versione per il grande schermo (leggi l‘intervista di Best Movie) e ha sottolineato quanto il lavoro con il cast sia stato fondamentale per la buona riuscita del progetto.

Su tutti, il personaggio che sembra aver colpito maggiormente l’attenzione degli spettatori e della critica è stata la matrigna interpretata da Cate Blanchett, un personaggio dall’animo noir, crudele e spietato contro la povera ragazza di cui veste i panni Lily James.

Per dare spessore a un ruolo ormai canonizzato nell’immaginario di tutte le generazioni, l’attrice due volte premio Oscar ha ammesso di essersi ispirata a un film di David Lean: Breve incontro, pellicola del 1945 che vinse al Festival di Cannes e fu candidata a 3 statuette dall’Academy. Quello che oggi è ritenuto il secondo migliore film britannico del XX secolo, ha dunque avuto un grande impatto sulla preparazione della parte.

«Volevo che la matrigna sembrasse una persona di una classe diversa che si stesse sforzando di sembrare adeguata alla classe sociale più opportuna», ha spiegato l’attrice australiana. «In Breve Incontro c’è un momento per me fondamentale in cui i due protagonisti sono alla stazione e la donna che lavora al bar usa nel suo linguaggio che evidentemente appartiene alla classe popolare un paio di vocali solitamente usate dalle persone di classe sociale più elevata.» La Blanchett si riferisce al personaggio interpretato all’epoca da Joyce Carey, vale a dire la cameriera Myrtle.

Proviamo a darvi un esempio del gioco di vocali dell’attrice in Cinderella: il primo video mostra al minuto 1,54 la performance di Joyce Carey, che si può confrontare con la pronuncia appositamente messa a punto dalla Blanchett in una delle sequenze del film.

Fonte: THR

© RIPRODUZIONE RISERVATA