Fan dei K-Drama? Queste 7 serie vanno viste almeno una volta nella vita
Agnese Albertini
AVVOCATA WOO - Basta poco per affezionarsi alla protagonista di Avvocata Woo, uno dei K-Drama che negli ultimi anni hanno riscosso maggiore successo anche al di fuori della Corea del Sud.
Interpretata da Park Eun-bin, Woo Young-woo è una giovane avvocata nello spettro autistico dotata di una memoria eccezionale e di una conoscenza quasi enciclopedica della legge. Dopo essere stata assunta dal prestigioso studio legale Hanbada, deve però affrontare una serie di situazioni che nessun libro universitario avrebbe potuto insegnarle a gestire.
Tra colleghi inizialmente diffidenti, clienti difficili, battaglie in tribunale e dinamiche sociali complesse, Young-woo deve imparare a trovare il proprio posto nel mondo del lavoro senza rinunciare alla propria identità.
Nel suo percorso diventano particolarmente importanti l'avvocato senior Jung Myung-seok, che assume progressivamente il ruolo di mentore, e Lee Joon-ho, collega con il quale nasce un rapporto sempre più profondo.
La struttura basata su diversi casi legali permette alla serie di affrontare ogni volta problematiche differenti, ma è soprattutto l'evoluzione di Young-woo e delle persone che la circondano a rappresentare il vero cuore emotivo del racconto.
IT'S OKAY NOT TO BE OKAY - Romance, dramma psicologico e atmosfere da fiaba oscura si incontrano in It's Okay to Not Be Okay, probabilmente uno dei K-Drama più riconoscibili e particolari degli ultimi anni.
Il protagonista Moon Gang-tae, interpretato da Kim Soo-hyun, lavora come operatore sanitario in un ospedale psichiatrico e ha trascorso gran parte della propria vita prendendosi cura del fratello maggiore Sang-tae, ancora profondamente segnato dall'omicidio della loro madre, al quale aveva assistito da bambino.
L'equilibrio dei due fratelli cambia quando Gang-tae incontra Ko Mun-yeong, interpretata da Seo Yea-ji, celebre autrice di libri per bambini dal carattere provocatorio e imprevedibile, poco incline a rispettare le convenzioni sociali.
Dietro le loro personalità molto diverse, i tre protagonisti nascondono però profonde ferite legate all'infanzia che continuano a influenzare il loro presente.
Uno degli aspetti più affascinanti della serie è l'utilizzo delle storie scritte da Mun-yeong. Streghe, mostri, incubi e sequenze animate trasformano le fiabe in metafore delle paure e dei sentimenti che i personaggi non riescono a esprimere direttamente.
Ne risulta una serie capace di essere romantica, divertente, inquietante e dolorosa persino all'interno dello stesso episodio, costruendo il proprio racconto attorno all'idea che guarire non significhi necessariamente cancellare il passato.
PRISON PLAYBOOK - Il punto di partenza di Prison Playbook è tutt'altro che allegro. Kim Je-hyuk, interpretato da Park Hae-soo, è uno dei giocatori di baseball più famosi della Corea del Sud ed è ormai prossimo a trasferirsi negli Stati Uniti quando la sua vita cambia improvvisamente.
Dopo aver ferito l'uomo che aveva aggredito sua sorella, Je-hyuk viene infatti condannato al carcere e si ritrova costretto ad abbandonare la carriera e la quotidianità che aveva sempre conosciuto. Dietro le sbarre deve quindi adattarsi a un mondo completamente nuovo, dove l'unico volto familiare è quello del suo amico di lunga data Lee Joon-ho, interpretato da Jung Kyung-ho, che lavora nella struttura come agente penitenziario.
A rendere speciale la serie sono però soprattutto gli altri detenuti che Je-hyuk incontra nel corso della sua permanenza. Personaggi inizialmente secondari acquistano progressivamente sempre maggiore importanza, fino a costruire un racconto corale in cui ogni storia riesce a trovare il proprio spazio.
Prison Playbook riesce inoltre a trovare momenti di ironia persino nella routine del carcere senza mai banalizzare la condizione dei suoi protagonisti, raccontando soprattutto le amicizie e i legami che possono nascere anche in un luogo progettato per isolare le persone.
STRANGER - Intrighi, omicidi e corruzione sono invece al centro di Stranger, K-Drama perfetto per chi ama i thriller investigativi e le storie costruite attorno a complicati giochi di potere.
Il protagonista è Hwang Si-mok, interpretato da Cho Seung-woo, un brillante procuratore estremamente razionale e apparentemente privo di emozioni. Dopo essersi imbattuto in un caso di omicidio collegato ad alcune persone influenti all'interno della procura, Si-mok incontra la tenente di polizia Han Yeo-jin, interpretata da Bae Doona.
I due iniziano a collaborare e scoprono rapidamente che il crimine su cui stanno indagando rappresenta soltanto una piccola parte di una rete molto più vasta fatta di tangenti, insabbiamenti e interessi personali.
La serie riesce così a fondere murder mystery, legal thriller e drama politico senza perdere mai il controllo delle numerose sottotrame. Persino riunioni, interrogatori e scontri burocratici diventano strumenti per ribaltare continuamente i rapporti di forza tra i personaggi.
Fondamentale è inoltre il rapporto tra i due protagonisti: alla freddezza quasi impenetrabile di Si-mok si contrappone infatti l'empatia di Yeo-jin, dando vita a una coppia investigativa estremamente efficace.
HOSPITAL PLAYLIST - Tra i medical drama più amati degli ultimi anni c'è Hospital Playlist, una serie che utilizza l'ospedale come punto di partenza per parlare soprattutto di amicizia, famiglia e vita quotidiana.
La storia segue cinque medici che si conoscono dai tempi dell'università: Lee Ik-jun, Ahn Jeong-won, Kim Jun-wan, Yang Seok-hyeong e Chae Song-hwa. Diventati adulti, lavorano nello stesso ospedale in reparti differenti e cercano ogni giorno di conciliare una professione particolarmente impegnativa con relazioni sentimentali, problemi familiari e vite private tutt'altro che semplici.
Nonostante tutto, trovano persino il tempo per continuare a suonare insieme nella band nata durante gli anni universitari.
A differenza di molti altri medical drama, Hospital Playlist non sente la necessità di trasformare continuamente ogni episodio in una corsa contro il tempo. Le emergenze mediche convivono con conversazioni tra amici, cene condivise, piccoli fallimenti e momenti apparentemente insignificanti che finiscono per diventare alcuni dei passaggi più emozionanti della storia.
Anche infermieri, specializzandi, pazienti e familiari contribuiscono a rendere l'ospedale una vera e propria comunità, facendo della serie un racconto profondamente umano prima ancora che medico.
JEONGNYEON: THE STAR IS BORN - Ambientato nella Corea del Sud degli anni Cinquanta, Jeongnyeon: The Star Is Born porta sullo schermo un mondo molto diverso da quello raccontato dalla maggior parte dei K-Drama contemporanei.
La protagonista, Yoon Jeong-nyeon, interpretata da Kim Tae-ri, è una giovane proveniente da una famiglia povera di Mokpo ma dotata di una voce straordinaria. Durante un'esibizione al mercato viene notata dalla famosa artista Moon Ok-kyung e scopre così il mondo del gukgeuk, una forma di teatro musicale coreano interpretata esclusivamente da donne.
Affascinata da quell'universo e determinata a costruirsi un futuro diverso, Jeong-nyeon decide di lasciare la propria città contro il volere della madre e raggiunge Seoul per entrare nella compagnia Maeran.
Qui scopre però rapidamente che il talento naturale non basta. Per riuscire a emergere deve imparare a recitare, ballare e dominare il palcoscenico, confrontandosi inoltre con la molto più preparata Heo Yeong-seo, destinata a diventare contemporaneamente la sua principale rivale e una delle persone che maggiormente la spingeranno a migliorare.
Tra audizioni fallite, sacrifici e momenti di grande fragilità, la serie racconta la crescita della protagonista senza renderla mai troppo semplice, offrendo allo stesso tempo uno sguardo su un'affascinante pagina della cultura popolare coreana del dopoguerra.
QUANDO LA VITA TI DÀ MANDARINI - A chiudere la selezione troviamo Quando la vita ti dà mandarini, una storia che attraversa decenni di vita e racconta attraverso una famiglia i sacrifici, le speranze e le trasformazioni di diverse generazioni.
Ambientata principalmente sull'isola di Jeju, la serie prende il via negli anni Sessanta e segue Oh Ae-sun, interpretata da IU, una ragazza determinata che sogna di diventare poetessa nonostante sia cresciuta con pochissime possibilità.
Accanto a lei c'è Yang Gwan-sik, interpretato da Park Bo-gum, giovane silenzioso e profondamente innamorato di Ae-sun. Il loro rapporto diventa il punto di partenza di una storia che li accompagna attraverso matrimonio, genitorialità, difficoltà economiche, lutti e vecchiaia.
Con il passare degli anni, Moon So-ri e Park Hae-joon assumono i ruoli delle versioni più mature dei due personaggi, mentre il racconto amplia progressivamente il proprio sguardo anche alla generazione successiva, soffermandosi in particolare sulla loro figlia Geum-myeong.
Più che affidarsi a grandi colpi di scena, Quando la vita ti dà mandarini costruisce la propria forza sui gesti quotidiani: genitori che sacrificano silenziosamente i propri sogni, figli che comprendono soltanto da adulti il peso delle scelte compiute per loro e dinamiche familiari destinate a ripetersi da una generazione all'altra.
Una storia in cui sono proprio le cose apparentemente più semplici ad acquistare, con il passare del tempo, il significato più grande.
Negli ultimi anni i K-Drama hanno conquistato un pubblico sempre più ampio, trasformandosi da fenomeno principalmente asiatico a una delle realtà più forti dello streaming internazionale. Complice anche la diffusione sulle grandi piattaforme, le serie sudcoreane hanno dimostrato di sapersi muovere con grande naturalezza tra romance, thriller, drammi familiari, legal drama e racconti storici.
Con un’offerta diventata ormai vastissima, però, scegliere da dove iniziare – o quale titolo recuperare dopo averne già divorati parecchi – può essere complicato. Alcune serie sono riuscite più di altre a lasciare il segno grazie a personaggi memorabili, storie coinvolgenti e una forte identità narrativa, continuando a essere ricordate anche a distanza di anni.
Da storie ambientate dietro le sbarre a emozionanti saghe familiari che attraversano intere generazioni, ecco quindi 7 K-Drama degli ultimi dieci anni che vale la pena vedere almeno una volta nella vita.
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