Dopo aver visto questi 10 thriller psicologici, non sarete più gli stessi
Agnese Albertini
L'UOMO INVISIBILE (2020)
Leigh Whannell reinventa una delle più celebri storie della fantascienza trasformandola in un moderno thriller psicologico.
Elisabeth Moss interpreta Cecilia Kass, una donna convinta di essere perseguitata dall'ex compagno violento Adrian Griffin, brillante esperto di ottica che sembra essersi tolto la vita. Quando intorno a lei iniziano a verificarsi eventi inspiegabili, Cecilia comincia però a sospettare che l'uomo sia ancora vivo e abbia trovato un modo per diventare invisibile.
Il problema è che nessuno le crede. Il film trasforma così l'invisibilità in uno strumento per raccontare abuso, trauma, isolamento e gaslighting, costringendo la protagonista a combattere contemporaneamente contro un persecutore che nessuno può vedere e contro l'incredulità delle persone che la circondano.
SALTBURN (2023)
Desiderio, privilegio e manipolazione si intrecciano nel provocatorio thriller di Emerald Fennell con Barry Keoghan e Jacob Elordi.
Oliver Quick è uno studente di Oxford socialmente impacciato che riesce ad avvicinarsi all'affascinante e ricchissimo Felix Catton. La loro amicizia lo porta a ricevere un invito a trascorrere l'estate nella gigantesca tenuta della famiglia di Felix, Saltburn.
Dietro l'apparenza del ragazzo timido e vulnerabile, però, emerge progressivamente qualcosa di molto più oscuro. Oliver manipola le persone che lo circondano sfruttando desiderio, compassione e debolezze, mentre il film trasforma la sua ossessione in una riflessione sulla ricchezza, sull'invidia e sulle divisioni sociali.
SE SOLO POTESSI, TI PRENDEREI A CALCI (2025)
Il film di Mary Bronstein trasforma le pressioni della vita quotidiana in un'esperienza psicologicamente estenuante.
Rose Byrne interpreta Linda, terapeuta e madre che cerca disperatamente di mantenere il controllo mentre ogni aspetto della propria esistenza sembra crollarle addosso. Deve occuparsi della figlia, affrontare le richieste dei propri pazienti e gestire una serie di problemi che continuano ad accumularsi.
Il film racconta così il burnout mentale e il terrore nascosto nella quotidianità. Attraverso primi piani estremamente ravvicinati e un ritmo frenetico, lo spettatore viene trascinato direttamente nello stato mentale di Linda, percependone stanchezza, ansia e crescente incapacità di trovare stabilità.
DIAMANTI GREZZI (2019)
Pochi film riescono a trasmettere ansia con la stessa intensità di questo titolo. Diretto da Josh e Benny Safdie, il thriller vede Adam Sandler nei panni di Howard Ratner, gioielliere newyorkese e giocatore compulsivo sommerso dai debiti.
L'arrivo di un prezioso opale nero sembra offrirgli l'occasione perfetta per cambiare finalmente la propria situazione. Howard, però, continua a prendere decisioni sempre più rischiose, trascinandosi in una spirale apparentemente impossibile da fermare.
Il denaro è soltanto una parte della sua ossessione: ciò che Howard cerca davvero è l'adrenalina della vittoria. Dialoghi sovrapposti, movimenti frenetici e un ritmo quasi soffocante trasformano così il film in un'esperienza costruita per mantenere costantemente lo spettatore sotto pressione.
OBSESSION (2025)
Una semplice fantasia romantica assume conseguenze terrificanti nel film di Curry Barker. Al centro della storia c'è Bear, un solitario dipendente di un negozio di musica che utilizza un misterioso oggetto soprannaturale per fare in modo che la collega Nikki si innamori di lui.
Il desiderio viene esaudito, ma non nel modo sperato. La mente della ragazza viene alterata e il suo amore si trasforma in un'ossessione possessiva e profondamente disturbante.
Il film utilizza così la propria componente soprannaturale per ragionare sull'amore tossico, sulla codipendenza e soprattutto sul desiderio di controllare emotivamente un'altra persona. Quello che inizialmente potrebbe sembrare un innocuo desiderio romantico finisce per rivelare il lato più oscuro del protagonista.
THE MENU (2022)
Una cena in uno dei ristoranti più esclusivi al mondo si trasforma in qualcosa di completamente diverso in questo thriller psicologico con venature di commedia nera diretto da Mark Mylod.
Tyler, interpretato da Nicholas Hoult, e Margot, interpretata da Anya Taylor-Joy, raggiungono una remota isola per provare il costosissimo menu degustazione dello chef Julian Slowik, interpretato da Ralph Fiennes. Ben presto, però, diventa evidente che ogni portata nasconde qualcosa di molto più inquietante.
Attraverso la crescente tensione della cena, il film riflette sul rapporto tossico tra chi crea e chi consuma l'arte, prendendo di mira allo stesso tempo il mondo della ristorazione esclusiva e le sue pretese. Slowik controlla ogni dettaglio della serata e, soprattutto, il destino dei suoi ospiti.
LA FIERA DELLE ILLUSIONI - NIGHTMARE ALLEY (2021)
Tra i film forse più sottovalutati di Guillermo del Toro c'è questo cupo thriller neo-noir che segue Stanton Carlisle, interpretato da Bradley Cooper. L'uomo comincia la propria ascesa lavorando in un luna park, prima di reinventarsi come mentalista e riuscire a conquistare l'alta società.
Insieme a Molly Cahill, interpretata da Rooney Mara, Stanton sfrutta la propria abilità nel manipolare gli altri per ottenere successo e denaro. Il suo percorso cambia però quando incontra la psicologa Lilith Ritter, alla quale presta il volto Cate Blanchett.
Nightmare Alley è soprattutto una storia sull'avidità, sull'ego e sulla manipolazione. Stanton è disposto a spingersi sempre più lontano pur di raggiungere il successo, finendo per scoprire come il potere possa trasformarsi nella stessa prigione dalla quale credeva di essere fuggito.
THE LIGHTHOUSE (2021)
Robert Eggers costruisce un'esperienza claustrofobica affidandosi quasi interamente a Willem Dafoe e Robert Pattinson in questo thriller. I due interpretano Thomas Wake ed Ephraim Winslow, guardiani di un faro costretti a trascorrere diverse settimane su una remota isola del New England.
Quando una violenta tempesta impedisce loro di andarsene, isolamento, stanchezza e mancanza di provviste iniziano lentamente a compromettere la loro lucidità. Paranoia, senso di colpa e allucinazioni rendono progressivamente impossibile capire cosa sia reale.
Il bianco e nero, gli spazi angusti e il particolare formato dell'immagine contribuiscono ad aumentare la sensazione di prigionia. Eggers lascia inoltre volutamente molte domande senza risposta, trasformando il film in un inquietante puzzle psicologico contaminato da miti e superstizioni marinare.
ULTIMA NOTTE A SOHO (2021)
Edgar Wright trasforma il fascino per la Londra degli anni Sessanta in un viaggio sempre più oscuro tra ossessione, trauma e perdita di contatto con la realtà.
Thomasin McKenzie interpreta Eloise, una giovane aspirante stilista che si trasferisce a Londra per frequentare il college. Da sempre affascinata dagli anni Sessanta, la ragazza comincia misteriosamente a rivivere durante la notte le esperienze di Sandie, interpretata da Anya Taylor-Joy, un'aspirante cantante che vive proprio nella Londra di quell'epoca.
Quello che inizialmente appare come un sogno diventa però progressivamente un incubo. Il confine tra passato e presente, visione e realtà comincia a sgretolarsi, mentre Eloise scopre che dietro l'immagine glamour della Swinging London si nasconde una realtà molto più oscura.
Edgar Wright gioca continuamente con la percezione della protagonista e dello spettatore, costruendo un film in cui diventa sempre più difficile stabilire quanto di ciò che vediamo stia realmente accadendo. Last Night in Soho mescola così thriller psicologico, horror e mistero in una discesa inquietante all'interno di un passato inizialmente idealizzato.
PARASITE (2019)
Bong Joon-ho parte da una storia apparentemente semplice per trascinare progressivamente lo spettatore verso territori sempre più inquietanti.
La famiglia Kim vive in condizioni economiche difficili e riesce poco alla volta a infiltrarsi nella vita dei ricchissimi Park, facendo assumere ciascuno dei propri membri senza rivelare il legame familiare che li unisce. Il piano sembra funzionare perfettamente, almeno fino alla scoperta di un segreto nascosto all'interno della casa che cambia completamente il tono della storia.
Bong Joon-ho utilizza suspense, commedia nera e improvvisi cambi di registro per riflettere sulla distanza tra ricchi e poveri e sulla dipendenza reciproca tra le due classi sociali.
È proprio la capacità di passare quasi senza preavviso da una brillante storia di inganni a un autentico incubo psicologico a rendere Parasite uno dei thriller più memorabili degli ultimi anni.
I thriller psicologici migliori sono quelli capaci di continuare a lavorare nella mente dello spettatore anche dopo che la parola “fine” compare sullo schermo. Non hanno necessariamente bisogno di mostri, violenza estrema o continui colpi di scena: a volte bastano paranoia, ossessione, manipolazione e la sensazione che qualcosa non sia esattamente come sembra.
Negli ultimi anni il genere ha regalato diversi film capaci non soltanto di mettere alla prova la nostra percezione, ma anche di affrontare questioni molto più ampie: dalle disuguaglianze sociali alle relazioni tossiche, passando per il trauma, l’ambizione, l’isolamento e la paura di perdere il controllo.
Da storie profondamente ancorate alla realtà a premesse talmente assurde da trasformarsi in veri e propri incubi, ecco 10 thriller psicologici recenti che difficilmente riuscirete a dimenticare dopo averli visti.
Dopo aver visto questi 10 thriller psicologici, non sarete più gli stessi
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