Da You a Bird Box, Netflix è pieno di thriller che hanno saputo conquistare e coinvolgere il pubblico di tutto il mondo. Alcuni sono diventati veri e propri fenomeni culturali, riuscendo a trascendere le barriere dello streaming e a entrare nell’immaginario collettivo, altri si sono distinti per meriti tecnici o di qualità narrativa, altri ancora per la capacità di prevedere trend futuri. È questo il caso di uno dei titoli più sottovalutati della piattaforma, la serie Bloodline, che ha anticipato di molti anni quella che attualmente è una delle tematiche più sfruttate da Hollywood.
Diffusa nel marzo 2015, Bloodline comincia con il ritorno a casa di Danny Rayburn, che si riunisce ai suoi parenti in occasione di un importante anniversario. Danny è considerato la “pecora nera” della famiglia, la quale gestisce una locanda e gode di una reputazione impeccabile. Dietro questa facciata, però, si nasconde una realtà disfunzionale fatta di abusi, minacce e segreti. Con il suo ritorno, Danny mira a due obiettivi: spodestare il business dei Rayburn e vendicarsi dei genitori e dei fratelli che lo hanno fatto soffrire.
Lo show è andato avanti per tre stagioni, delle quali la prima è stata particolarmente apprezzata dalla critica e dal pubblico, ricevendo anche due nomination agli Emmy Award, mentre le seguenti hanno ricevuto reazioni miste. Tra i tanti meriti di questo thriller Netflix creato da Todd A. Kessler, Glenn Kessler e Daniel Zelman c’è però soprattutto quello di aver anticipato una tematica che oggi pervade gran parte dell’intrattenimento. È stato infatti uno dei primi prodotti di questo tipo a proporre una riflessione sul tema “eat the rich”, raccontando le vicende di un uomo qualunque che cerca di porre fine a una facoltosa dinastia (con un tocco di spirito vendicativo, che non guasta mai), ma soprattutto mostrando una casta corrotta dal denaro al punto da spingersi a livelli estremi.
Gli autori della serie hanno raccontato di essersi ispirati a Delitto e castigo di Dostoevskij, e si può dire che il tema delle disuguaglianze e dell’ingiustizia sociale di Bloodline abbia davvero fatto scuola negli anni a venire. Oggi, infatti, non si contano più i film e le serie Tv che hanno proposto riflessioni su queste importanti questioni sociali, da The White Lotus a Succession, passando per Squid Game, Knives Out, The Menu, Triangle of Sadness, Saltburn, La caduta della casa degli Usher e persino film premiati agli Oscar come Parasite.
Purtroppo, Bloodline è arrivato prima che esplodesse il fenomeno dello streaming, di fatto spianando la strada ad altre serie Netflix come Stranger Things e Mercoledì. Proprio per aver anticipato un importante trend, però, questo show (o quantomeno la sua prima stagione) meriterebbe una considerazione maggiore.
Fonte: Screen Rant
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