11 anni fa, Netflix pubblicava un thriller sottovalutato. Oggi sappiamo quanto quella serie avesse ragione
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11 anni fa, Netflix pubblicava un thriller sottovalutato. Oggi sappiamo quanto quella serie avesse ragione

Questa apprezzata serie costruisce un racconto fatto di bugie e scelte morali estreme, anticipando un importante tema moderno

11 anni fa, Netflix pubblicava un thriller sottovalutato. Oggi sappiamo quanto quella serie avesse ragione

Questa apprezzata serie costruisce un racconto fatto di bugie e scelte morali estreme, anticipando un importante tema moderno

La serie Netflix Bloodline

Da You a Bird Box, Netflix è pieno di thriller che hanno saputo conquistare e coinvolgere il pubblico di tutto il mondo. Alcuni sono diventati veri e propri fenomeni culturali, riuscendo a trascendere le barriere dello streaming e a entrare nell’immaginario collettivo, altri si sono distinti per meriti tecnici o di qualità narrativa, altri ancora per la capacità di prevedere trend futuri. È questo il caso di uno dei titoli più sottovalutati della piattaforma, la serie Bloodline, che ha anticipato di molti anni quella che attualmente è una delle tematiche più sfruttate da Hollywood.

Diffusa nel marzo 2015, Bloodline comincia con il ritorno a casa di Danny Rayburn, che si riunisce ai suoi parenti in occasione di un importante anniversario. Danny è considerato la “pecora nera” della famiglia, la quale gestisce una locanda e gode di una reputazione impeccabile. Dietro questa facciata, però, si nasconde una realtà disfunzionale fatta di abusi, minacce e segreti. Con il suo ritorno, Danny mira a due obiettivi: spodestare il business dei Rayburn e vendicarsi dei genitori e dei fratelli che lo hanno fatto soffrire.

Lo show è andato avanti per tre stagioni, delle quali la prima è stata particolarmente apprezzata dalla critica e dal pubblico, ricevendo anche due nomination agli Emmy Award, mentre le seguenti hanno ricevuto reazioni miste. Tra i tanti meriti di questo thriller Netflix creato da Todd A. Kessler, Glenn Kessler e Daniel Zelman c’è però soprattutto quello di aver anticipato una tematica che oggi pervade gran parte dell’intrattenimento. È stato infatti uno dei primi prodotti di questo tipo a proporre una riflessione sul tema eat the rich, raccontando le vicende di un uomo qualunque che cerca di porre fine a una facoltosa dinastia (con un tocco di spirito vendicativo, che non guasta mai), ma soprattutto mostrando una casta corrotta dal denaro al punto da spingersi a livelli estremi.

Gli autori della serie hanno raccontato di essersi ispirati a Delitto e castigo di Dostoevskij, e si può dire che il tema delle disuguaglianze e dell’ingiustizia sociale di Bloodline abbia davvero fatto scuola negli anni a venire. Oggi, infatti, non si contano più i film e le serie Tv che hanno proposto riflessioni su queste importanti questioni sociali, da The White Lotus a Succession, passando per Squid Game, Knives Out, The Menu, Triangle of Sadness, Saltburn, La caduta della casa degli Usher e persino film premiati agli Oscar come Parasite.

Purtroppo, Bloodline è arrivato prima che esplodesse il fenomeno dello streaming, di fatto spianando la strada ad altre serie Netflix come Stranger Things e Mercoledì. Proprio per aver anticipato un importante trend, però, questo show (o quantomeno la sua prima stagione) meriterebbe una considerazione maggiore.

Fonte: Screen Rant

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