Macchine che diventano senzienti, algoritmi che perdono il controllo, intelligenze artificiali che complottano per soggiogare l’umanità. Fino a poco tempo fa, questi scenari erano tipicamente associati alla fantascienza, e più precisamente alla distopia: generi ambientati in un tempo futuro, in cui le vicende degli eroi sembrano metterci in guardia sui passi da fare per tutelare il nostro presente. Da qualche anno, però, l’IA fa parte stabilmente della nostra vita di tutti i giorni, ed è entrata con prepotenza anche in altri generi narrativi che prima avrebbero potuto tranquillamente farne a meno. Moltissimi, quindi, sono i film e le serie TV che scelgono di trattare questo tema così centrale per la società di oggi, ma pochi ci riescono con la stessa efficacia e la stessa ambizione della serie thriller The Capture.
Prodotta dalla BBC e creata da Ben Chanan, la serie ha debuttato nel 2019 e conta all’attivo due stagioni, con una terza in arrivo tra una decina di giorni. La storia ha inizio quando l’ex caporale Shaun Emery, dopo essere stato assolto per un crimine di guerra in Afghanistan, si ritrova accusato dell’omicidio della sua avvocata Hannah Roberts, con tanto di riprese delle telecamere di sorveglianza a fare da prova. A indagare sul caso c’è l’ispettrice Rachel Carey, che presto inizia a dubitare della veridicità del filmato, portando alla luce una vasta cospirazione ai danni di Emery.
Insomma, la parola d’ordine di The Capture è “quello che vedi non è ciò che sembra”. Episodio dopo episodio, la protagonista interpretata da Holliday Grainger si trova infatti di fronte a una moltitudine di casi giudiziari e indagini caratterizzati dal fenomeno che oggi chiameremmo deepfake, in cui un ignoto fabbrica artificialmente filmati, audio e video estremamente realistici con lo scopo di danneggiare una persona o un gruppo di persone.
La posta in gioco si alza ulteriormente nella seconda stagione, che intreccia ancora di più elementi distopici, thriller e poliziesco. La storia, infatti, si sposta sul caso del politico britannico Isaac Turner, che vede la sua immagine distorta e manipolata per intaccare la sua carriera e la sua vita privata. Viene introdotta quindi l’esistenza di un software chiamato Correction, molto simile ai programmi di deepfake di oggi, in grado di alterare volti e figure e di modificare gli eventi in maniera estremamente credibile. Da una semplice storia di indagine e spionaggio, la serie quindi si espande e diventa molto più ambiziosa: non affronta più un singolo caso, ma riflette sulle modalità con cui l’intelligenza artificiale e le tecnologie odierne potrebbero riscrivere il potere, la politica e l’opinione pubblica.
Acclamata dalla critica, che le ha assegnato sempre punteggi praticamente perfetti (le due stagioni presentano, rispettivamente, il 92% e il 100% di recensioni positive sull’aggregatore Rotten Tomatoes), questa serie thriller è particolarmente d’impatto in quanto non mostra un futuro lontano, ma un presente che è sempre più reale. Oltre al concetto potentissimo che soggiace alla storia principale (se le immagini possono mentire, come possiamo individuare la verità?), The Capture offre atmosfere paranoiche, ambiguità morale e complessità tematica senza mai rinunciare ai momenti più spettacolari. Siete ancora in tempo per recuperarla, prima dell’uscita dei nuovi episodi il 13 febbraio.
Fonte: Collider
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