Anche meglio del Gladiatore: per il The Guardian questo film italiano è tra i 100 migliori del XXI secolo
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Anche meglio del Gladiatore: per il The Guardian questo film italiano è tra i 100 migliori del XXI secolo

È la seconda opera italiana presente in classifica dopo l'immancabile La grande bellezza

Anche meglio del Gladiatore: per il The Guardian questo film italiano è tra i 100 migliori del XXI secolo

È la seconda opera italiana presente in classifica dopo l'immancabile La grande bellezza

fuocoammare è il secondo film italiano nei migliori 100 del guardian

Le classifiche sui “migliori film del secolo” sono ormai un genere a sé: periodicamente, riviste, critici e testate internazionali cercano di raccontare cosa abbia davvero segnato il cinema dagli anni 2000 in poi. È un esercizio di memoria e di sguardo critico, che spesso mette a confronto opere diversissime per stile, linguaggio e pubblico di riferimento, e che restituisce un’idea di cosa abbia davvero lasciato il segno negli ultimi vent’anni di grande schermo. Tra le più discusse e autorevoli c’è quella stilata nel 2019 dal quotidiano britannico The Guardian, che ha selezionato i 100 migliori film del XXI secolo. Una lista eterogenea, con dentro capolavori hollywoodiani, cinema asiatico d’autore, animazione, documentari, e naturalmente anche diversi titoli europei. Tra questi, dopo l’immancabile e prevedibile La grande bellezza (17°) spicca un film italiano che ha saputo imporsi ben oltre i confini del nostro Paese: Fuocoammare di Gianfranco Rosi, posizionato al 51° posto, ben sopra blockbuster amati dal pubblico come Il Gladiatore (96°), Il cavaliere oscuro (98°) e C’era una volta a… Hollywood (100°).

Vincitore dell’Orso d’Oro a Berlino nel 2016, Fuocoammare è un documentario che racconta l’isola di Lampedusa, simbolo della crisi migratoria nel Mediterraneo, attraverso un doppio sguardo: da un lato la vita quotidiana degli abitanti, come il giovane Samuele; dall’altro, il dramma dei migranti che sbarcano sull’isola, spesso in condizioni disperate. Girato con lo stile osservazionale tipico di Rosi, senza interviste né voice-over, il film è un’opera immersiva e profondamente politica. Oltre alla vittoria a Berlino, Fuocoammare ha ricevuto la candidatura all’Oscar 2017 come Miglior Documentario, prima e unica volta per Rosi, ed è stato presentato in festival e rassegne in tutto il mondo, contribuendo a consolidare il prestigio del documentario italiano nel panorama internazionale.

Un risultato notevole per un documentario nato lontano dai circuiti commerciali, e che oggi viene riconosciuto come una delle opere più potenti e rappresentative del nostro cinema contemporaneo. Insieme a Fuocoammare, però, il Guardian ha inserito altri cinque film italiani nella sua top 100. Il più alto in classifica, come detto, è il film di Paolo Sorrentino vincitore del premio Oscar, l’unico italiano nella top 20. Seguono Lazzaro felice di Alice Rohrwacher (65), La stanza del figlio di Nanni Moretti (83), Gomorra di Matteo Garrone (88) e Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino (95). L’ingresso di Fuocoammare tra questi titoli – e davanti a quasi tutti – conferma l’impatto internazionale del lavoro di Rosi; se volete, potete recuperarlo in streaming su Prime Video.

Il regista romano, già vincitore del Leone d’Oro a Venezia con Sacro GRA (2013), e in concorso nel 2020 con Notturno, tornerà inoltre al Festival di Venezia 2025 con il nuovo documentario Sotto le nuvole. Secondo le prime anticipazioni, il film è composto da vari frammenti di vite di persone che vivono tra il Golfo di Napoli e il Vesuvio: partenopei, turisti e lavoratori marittimi stranieri. Ancora una volta, Rosi promette un’opera dallo sguardo lucido e coinvolgente, in perfetta continuità con una filmografia che ha fatto dell’impegno e della contemplazione due delle sue cifre stilistiche più riconoscibili.

Fonte: The Guardian

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