«Dark incontra American Gods»: su Netflix c'è il miglior fantasy di cui nessuno sta parlando
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«Dark incontra American Gods»: su Netflix c’è il miglior fantasy di cui nessuno sta parlando

Folklore, creature magiche e atmosfere noir: questa serie internazionale presenta un immaginario completamente nuovo rispetto ai soliti fantasy medievali

«Dark incontra American Gods»: su Netflix c’è il miglior fantasy di cui nessuno sta parlando

Folklore, creature magiche e atmosfere noir: questa serie internazionale presenta un immaginario completamente nuovo rispetto ai soliti fantasy medievali

La serie fantasy Città invisibile su Netflix

Da Shadow & Bone a La Ruota del Tempo, passando per Willow e Lockwood & Co., negli ultimi anni le storie fantasy non hanno avuto grande fortuna sul piccolo schermo. Complici cancellazioni improvvise e scarsa fiducia da parte dei network, il pubblico spesso e volentieri sembra far fatica ad affezionarsi a personaggi e storie inedite, privilegiando i franchise già noti, come Il Signore degli Anelli o Harry Potter. In realtà, le produzioni di qualità non mancano: occorre soltanto sapere dove guardare. Su Netflix, ad esempio, si nasconde una serie brasiliana dark fantasy apprezzatissima, creativa e originale, che trasporta gli spettatori in un mondo mitologico affascinante e poco noto.

La serie in questione è Città invisibile (Cidade Invisível), creata dal regista Carlos Saldanha (noto soprattutto per grandi franchise di animazione come L’era glaciale e Rio) e scritta in collaborazione con due autori bestseller, Raphael Draccon e Carolina Munhóz. L’aspetto più interessante dell’opera è sicuramente l’ambientazione: dopo secoli in cui il fantasy è stato dominato dall’immaginario delle fiabe o della mitologia europea, e in particolare del Nord Europa, questa serie Netflix attinge dal folklore brasiliano, mettendo al centro anche le tematiche dell’ambientalismo e della conservazione degli ecosistemi, molto care ai popoli che tradizionalmente sono rimasti a contatto con la natura.

Al centro della storia c’è Eric (Marco Pigossi), un agente della polizia ambientale devastato dalla morte della moglie Gabriela. Nel primo episodio, l’uomo si trova a investigare sulla morte di una misteriosa creatura marina che appare come un delfino rosa spiaggiato. Tuttavia, indizio dopo indizio, Eric arriva a comprendere che parallelamente al mondo degli umani esiste una “città invisibile” popolata da creature soprannaturali che appartengono al mondo della mitologia brasiliana e sono dotate di poteri magici. Tra questi spiriti c’è anche un’entità malvagia che sta distruggendo le foreste e che potrebbe essere collegata alla morte di Gabriela.

La serie è stata spesso accostata ad American Gods per la sua capacità di trasformare il folklore brasiliano in un urban fantasy adulto e oscuro, reinterpretando creature tradizionali come il Curupira, la Cuca o il Boto in chiave horror/thriller contemporanea. La storia, inoltre, sfrutta pienamente le ambientazioni tipiche del Paese: foreste, fiumi, paesaggi urbani di Rio, favelas. Per molti spettatori occidentali, questo è un immaginario completamente nuovo rispetto ai soliti miti nordici o ai fantasy medievali, cosa che rende Città invisibile una serie fresca e affascinante. Il genere, inoltre, mescola fantastico e detective story: Eric indaga, si immerge in atmosfere oscure e noir, viene a contatto con i drammi e le storie emotive delle creature magiche che incontra. Anche la riflessione centrale sul rapporto tra esseri umani e ambiente assume la prospettiva di un popolo duramente colpito dal dramma della deforestazione e della globalizzazione forzata, offrendo punti di vista nuovi e interessanti allo spettatore occidentale.

Città invisibile, insomma, è un esempio perfetto delle sfumature che può assumere il fantastico quando si lascia l’immaginazione libera di correre, e di come sia necessario, per cinema e serie Tv, smarcarsi dai soliti franchise già noti e puntare su idee più coraggiose. Purtroppo, anche in questo caso Netflix ci ha messo lo zampino e il progetto non è riuscito ad andare oltre le prime due stagioni. Resta comunque una delle serie internazionali più apprezzate e meglio recensite della piattaforma, e un titolo che non mancherà di incantare tutti gli appassionati di fantasy.

Fonte: Screen Rant

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