Prima di vedere questo film horror, agli spettatori fu offerta una polizza sulla vita: potevano morire di paura
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Prima di vedere questo film horror, agli spettatori fu offerta una polizza sulla vita: potevano morire di paura

In sala c'era anche un'infermiera pronta a intervenire in caso di emergenza

Prima di vedere questo film horror, agli spettatori fu offerta una polizza sulla vita: potevano morire di paura

In sala c'era anche un'infermiera pronta a intervenire in caso di emergenza

Il film horror Macabro di William Castle (1958)

Locandine inquietanti, numeri di telefono con sinistre voci registrate, apparizioni misteriose di simboli e messaggi in giro per la città: a volte, il marketing dei film horror è ancora più potente dei film stessi. Non potendo contare su un pubblico vasto come quello dei blockbuster, gli autori di questo genere cinematografico devono giocare d’astuzia studiando campagne originali e in grado di far rabbrividire lo spettatore anche prima dell’ingresso in sala. C’è un film degli anni Cinquanta, però, che ha superato ogni limite: si tratta di Macabro di William Castle (1958), del quale si diceva che fosse così spaventoso da richiedere che ogni spettatore stipulasse per precauzione un’assicurazione sulla vita.

Gli appassionati del genere avranno certamente riconosciuto il nome di Castle: un tempo assistente di Orson Welles, è conosciuto proprio per aver creato diversi espedienti originali e curiosi per accompagnare la promozione e l’esperienza dei suoi film, che erano generalmente B-movie a basso costo. Tra le sue trovate più geniali vi è, ad esempio, il meccanismo Percepto, con il quale aveva potenziato le poltrone delle sale per la proiezione del film Il mostro di sangue (1959). Con una sorta di “4D ante-litteram”, il sistema produceva delle lievi scosse elettriche che spaventavano lo spettatore durante i momenti clou.

Per Macabro, però, l’autore ha superato persino sé stesso. Il film – che per la verità è ritenuto uno degli horror peggiori e più dimenticabili – racconta la storia del dottor Barrett, che vive con la figlia Marge e la tata di quest’ultima in California. Un giorno, la bambina sparisce e una telefonata misteriosa informa Barrett che è stata rapita e sepolta viva. Accompagnato dalla fedele assistente Polly, l’uomo inizia così una disperata ricerca partendo dal cimitero locale. 

Si trattava di un film in cui Castle riponeva molte speranze: dopotutto, per produrlo aveva ipotecato persino la casa. Insomma, era imperativo attirare più pubblico possibile in sala. Da qui, la curiosa trovata della polizza sulla vita, fatta passare per autentica, anche se ovviamente era una geniale trovata di marketing. Per intrigare il pubblico, infatti, l’autore ha offerto un’assicurazione stipulata con la compagnia Lloyd’s of London, che prometteva il pagamento di 1000 dollari in caso il malcapitato fosse “morto di spavento”. Ma Castle non si è fermato qui: durante le proiezioni di Macabro, nella hall del cinema stazionavano delle ragazze vestite da infermiere che affermavano di essere pronte a rianimare le sfortunate vittime in caso di emergenza. E come se non bastasse, lui stesso ha partecipato in prima persona alle sue bizzarre strategie di marketing, prima facendosi portare sul red carpet della première dentro una bara, poi facendosi chiudere all’interno di una bara davanti al pubblico di Minneapolis, esattamente come la bambina del film.

In verità, Macabro non era abbastanza terrificante da arrivare a stipulare una polizza sulla vita (e infatti sembra che nessuno l’abbia realmente sottoscritta). Tuttavia, si è guadagnato un posto nella storia dell’horror proprio grazie alla creatività di Castle, uno dei primi fautori del cosiddetto “guerrilla marketing” nel campo del cinema. E alla fine, con un incasso di 5 milioni di dollari al box office, ha avuto salva anche la casa.

Fonte: Collider

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