Da Dark a Travelers passando per i classici come Doctor Who, le migliori serie sui viaggi nel tempo sono quelle che, a partire da una premessa ormai consolidata e facente parte della tradizione del genere fantascientifico, riescono a proporre qualcosa di nuovo, costruendo mondi complessi dove tutto sembra possibile. Tra i titoli più riusciti e più sorprendenti c’è senza dubbio El ministerio del tiempo, serie spagnola del 2015 che ha il grande pregio di rinnovare questo filone già molto esplorato, ma che purtroppo è rimasta relativamente poco conosciuta fuori dal mondo ispanofono.
La trama abbandona il classico artificio della macchina del tempo o dell’evento accidentale che apre un portale verso una dimensione parallela, in favore di un presupposto completamente diverso: i viaggi nel tempo come qualcosa di burocratico e istituzionale. In questo universo narrativo esiste infatti il Ministero del Tempo, un’istituzione governativa segreta spagnola che possiede il controllo di alcune porte che conducono a diversi momenti della storia dell’umanità. L’obiettivo dei suoi agenti è quello di sorvegliare questi portali e fare in modo che nessuno viaggi nel tempo per i propri fini personali, che andrebbero ad alterare per sempre la Storia come la conosciamo. Un’altra particolarità è che nel ministero lavorano agenti appartenenti a epoche diverse, che si trovano a collaborare nelle varie missioni, portando ognuno il proprio sapere e le proprie competenze. Tra essi figura il trio di protagonisti, formato da Alonso de Entrerríos (Nacho Fresneda), un soldato del 1500 che rappresenta i valori antichi e cavallereschi; Amelia Folch (Aura Garrido), figlia di una famiglia borghese del XIX secolo e una delle prime donne spagnole a frequentare l’Università di Barcellona; e Julián Martínez (Rodolfo Sancho), un membro della Protezione civile che proviene dalla nostra epoca.
L’accostamento di questi tre protagonisti è probabilmente una delle intuizioni più brillanti della serie. Molte opere appartenenti a questo filone si concentrano infatti sul tema del paradosso temporale, creando dei thriller in cui dei personaggi appartenenti all’epoca moderna tornano indietro nel tempo per cambiare il futuro, modificare delle timeline alterate o in generale salvare il mondo. In questo caso, però, il vero conflitto sta nel rapporto tra i personaggi, che pur proveniendo da prospettive storiche completamente differenti sono costretti a imparare a conoscersi e a lavorare insieme, ritrovandosi su un terreno di scontro su praticamente tutti gli aspetti, da quello valoriale a quello morale, passando per la conoscenza della tecnologia e l’opinione sulla società e sulla religione.
La serie è anche molto efficace nel non prendersi mai troppo seriamente, stemperando i momenti drammatici con un umorismo secco e brillante. Ogni missione ruota attorno a personaggi realmente esistiti e celebra in qualche modo la storia della Spagna. Episodio dopo episodio, i protagonisti incontrano figure storiche spagnole e assistono allo svolgimento di eventi o opere importanti (come ad esempio la creazione di Guernica da parte di Picasso), mentre lo show si chiede che cosa accadrebbe se qualcuno provasse a modificarli.
Tra fantascienza, storia e spy story, questa serie è davvero un prodotto interessante da (ri)scoprire. Nonostante sia rimasta relativamente poco conosciuta al di fuori della Spagna, merita di essere vista da chiunque sia alla ricerca di un’interpretazione intelligente e sorprendente del tema dei viaggi nel tempo.
Fonte: SlashFilm
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