Nel tempo, la fantascienza ci ha regalato film straordinari, capaci di emozionare e far sognare anche quando la logica scientifica vacillava. Dopotutto, l’intrattenimento non sempre va a braccetto con il rigore accademico, e titoli come Interstellar o Gravity hanno dimostrato che anche l’inverosimile può essere spettacolare. Ma tra le opere che hanno spinto l’acceleratore sull’assurdo, ce n’è una che ha guadagnato un primato singolare: Armageddon di Michael Bay, uscito nel 1998, è così pieno di errori scientifici da essere utilizzato dalla NASA come esercizio di formazione per i nuovi assunti. Sì, davvero: durante i training interni, viene chiesto ai tirocinanti di individuare quanti più sbagli possibili. A oggi, ne sono stati contati ben 168.
Armageddon racconta l’impensabile (o quasi): un asteroide delle dimensioni del Texas è in rotta di collisione con la Terra, mancano solo 18 giorni all’impatto, e l’unico piano possibile è trivellarlo e farlo esplodere con una testata nucleare. Chi può compiere un’impresa tanto assurda? Non astronauti addestrati, ma un gruppo di trivellatori petroliferi guidati da Bruce Willis, addestrati in fretta e furia per affrontare una missione spaziale suicida. Un’idea talmente surreale che persino Ben Affleck, tra i protagonisti del film, durante il commentary del DVD ironizzò: «Ho chiesto a Michael Bay perché fosse più facile addestrare trivellatori a diventare astronauti piuttosto che astronauti a diventare trivellatori. Mi ha detto di farmi f***re».
Secondo l’astrofisico Alastair Bruce, intervistato da inews, l’errore più evidente è proprio la dimensione dell’asteroide: «La roccia è troppo grande. È una cosa da Hollywood. Una di quelle che dici: “Ok, siete andati troppo oltre”». Bruce ha fatto notare che un oggetto del genere sarebbe visibile a occhio nudo mesi prima dell’impatto, mentre nel film viene scoperto solo 18 giorni prima. Ma il punto più critico, afferma, è che, anche facendolo esplodere, i frammenti colpirebbero comunque la Terra: «Tutto si vaporizzerebbe, ma a quella velocità colpirebbe comunque il pianeta».
Eppure Armageddon fu un successo: incassò oltre 553 milioni di dollari nel mondo e divenne il film più remunerativo del 1998. Venne candidato a quattro premi Oscar, incluso quello per la miglior canzone originale (l’indimenticabile I Don’t Want to Miss a Thing degli Aerosmith). Ma sul fronte della scienza, rimane uno dei titoli più derisi in assoluto. Bruce Willis stesso ha confermato che alcune location NASA nel film sono reali, ma che «il cuore scientifico del film è completamente sbagliato».
Oggi, Michael Bay difende ancora il suo film, seppur ammettendo che avrebbe voluto rifare tutto il terzo atto. E forse è anche questo il segreto della longevità di Armageddon: un’epopea apocalittica talmente improbabile da risultare indimenticabile.
Così sbagliata… da essere studiata.
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