Manca ancora un po’ di tempo all’uscita della nuova serie Tv di Harry Potter targata HBO, ma se nell’attesa volete intrattenervi con una storia dalle ambientazioni simili, che abbia magia, amicizia e il potenziale per diventare un nuovo comfort show, sappiate che è appena arrivato l’anime giapponese che fa per voi.
Si tratta di uno dei titoli più attesi della stagione primaverile, ovvero Witch Hat Atelier, l’attesissimo adattamento del manga fantasy di Kamome Shirahama, edito in Italia con il titolo di Atelier of Witch Hat. L’opera è particolarmente attesa dagli appassionati di animazione nipponica, in quanto arriva a ben dieci anni dalla pubblicazione del primo capitolo del manga, serializzato in patria a partire dal luglio 2016. Una serie che si è fatta attendere, insomma, ma che è pronta a ripagare tutte le aspettative dei fan grazie alle animazioni curatissime e all’altissimo livello di qualità garantita dallo studio BUG FILMS e dalla regia di Ayumu Watanabe (Summer Time Rendering, Children of the Sea).
Witch Hat Atelier è ambientato in un universo in cui soltanto chi nasce con i poteri magici è in grado di eseguire incantesimi. Qui vive la piccola Coco, che essendo figlia di una sarta ha rinunciato al suo sogno di diventare una maga. Un giorno, però, assiste involontariamente all’evocazione di un incantesimo da parte del mago Qifrey e tenta di emularlo utilizzando dei “finti” oggetti magici. Quando diventa chiaro che chiunque, se in possesso degli strumenti adatti, può utilizzare la magia, a Qifrey non resta che prendere Coco come sua apprendista e accoglierla nel suo atelier, dove inizierà a perfezionare il suo talento magico.
Intendiamoci, questa storia e quella di Harry Potter sono diverse come il giorno e la notte. Eppure, se siete appassionati di atmosfere incantate, siamo sicuri che le amerete entrambe. Tra i punti in comune c’è, chiaramente, un giovane protagonista che si era rassegnato a fare una vita da “babbano”, senza alcuna caratteristica particolare, e al quale invece improvvisamente si spalancano le porte del mondo della magia. Sia Coco che Harry scoprono di essere speciali, ma per raggiungere il loro obiettivo dovranno affrontare un lungo percorso di formazione e crescita personale, che andrà di pari passo con lo sviluppo dei loro poteri. Entrambi questi universi magici si concentrano infatti sullo studio e il perfezionamento della magia (“artigianale” e basata sui disegni nel caso di Witch Hat Atelier; spontanea e innata nel caso di Harry Potter). Quest’ultima ha due lati: da una parte è portatrice di bellezza e meraviglia, dall’altra nasconde un lato oscuro e pericoloso. Tra le differenze principali ci sono invece il ritmo e l’atmosfera: mentre Witch Hat Atelier è fiabesco e contemplativo, Harry Potter abbandona presto l’incanto dell’infanzia per diventare più avventuroso e dinamico, con un impianto da fantasy classico.
Che cosa ne pensate? Gli darete una chance in attesa della nuova serie HBO? Se la risposta è sì, fate rotta su Crunchyroll, che ospita in esclusiva italiana il simulcast della serie (anche con doppiaggio italiano).
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