«Un incubo che ti resta addosso»: questa serie Netflix sta facendo parlare tutti per il suo realismo inquietante
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«Un incubo che ti resta addosso»: questa serie Netflix sta facendo parlare tutti per il suo realismo inquietante

Tratto da una storia vera, questo racconto fatto di angoscia e tensione ha fatto subito scattare il paragone con Chernobyl (2019)

«Un incubo che ti resta addosso»: questa serie Netflix sta facendo parlare tutti per il suo realismo inquietante

Tratto da una storia vera, questo racconto fatto di angoscia e tensione ha fatto subito scattare il paragone con Chernobyl (2019)

La serie Netflix Emergenza Radioattiva

Nel 2019, la serie Chernobyl ha riportato i riflettori su uno dei più grandi disastri ambientali della storia contemporanea: l’incidente nucleare avvenuto nell’attuale Ucraina in seguito all’esplosione di un reattore, che ha causato 65 morti accertate e innumerevoli decessi collaterali. Non tutti sanno, però, che pressappoco negli stessi anni si è verificato un disastro simile in Brasile. È proprio questo l’oggetto della nuova serie Netflix Emergenza radioattiva, una sorta di “risposta” allo show HBO, che sta catturando l’attenzione del pubblico globale negli ultimi giorni.

L’ispirazione storica, in questo caso, è quella del cosiddetto “Incidente di Goiânia”, avvenuto nel 1987 nell’omonima località brasiliana. La storia ha dell’incredibile: una notte, due uomini si sono introdotti illegalmente in un ospedale abbandonato e hanno rubato un macchinario per la radioterapia con l’intenzione di smontarlo e di venderne i rottami. Una volta aperta la capsula, hanno trovato al suo interno una sostanza fosforescente di colore blu. Nella convinzione che si trattasse di un materiale di valore, e ignari che fosse invece cesio-137, hanno sfidato amici e parenti a estrarla dall’apparecchio, addirittura proponendo una ricompensa per chi ci fosse riuscito. La sostanza è quindi passata di mano in mano, contaminando gravemente circa 250 persone e uccidendone ufficialmente quattro, tra cui una bambina di 6 anni.

In cinque episodi, la nuova serie Netflix ricostruisce la tragedia e lo shock collettivo della comunità di Goiânia, la cui reazione è stata nettamente diversa rispetto a quella di Chernobyl. La città e le autorità, infatti, non erano preparate ad affrontare una crisi di questa portata, ma soprattutto le vittime erano generalmente ignare della pericolosità della situazione e del concetto di “radioattività”. Molti, addirittura, erano convinti che si trattasse di un evento soprannaturale, una sorta di maledizione che portava le persone ad ammalarsi dal nulla. Questo aspetto distingue nettamente Emergenza radioattiva da Chernobyl, ma la rende anche una visione molto più frustrante: quasi tutti i personaggi, chi più chi meno, si dimostrano restii o diffidenti verso i medici e verso le cure, reagendo con confusione, fastidio o addirittura con tensione e aggressività. La trama pone al centro il personaggio del fisico nucleare Márcio (Johnny Massaro), versione fittizia del dottor Walter Mendes Ferreira: è attraverso di lui che assistiamo allo sviluppo dell’emergenza da molteplici punti di vista, tra cui quello personale, quello medico/scientifico e quello politico/governativo.

E il pubblico, proprio come accaduto con Chernobyl nel 2019, sta già premiando questo nuovo esperimento targato Netflix. Dal 18 marzo, giorno del debutto sulla piattaforma, la serie è rimasta sempre nella Top 5 dei contenuti più visti, raggiungendo anche la vetta in diversi Paesi del mondo, tra cui l’Argentina, l’Uruguay, la Serbia e la Polonia. Sicuramente non è un titolo da “binge watch facile”, anche per la pesantezza dei temi trattati; tuttavia, Emergenza radioattiva riesce a puntare i riflettori su una storia vera e poco conosciuta, unendo l’intensità drammatica e l’analisi introspettiva all’attenzione ai dettagli e al rigore scientifico. Se vi mancano l’angoscia e la profondità dello show HBO di Craig Mazin, insomma, questa serie potrebbe diventare la vostra nuova ossessione. 

Fonte: Collider

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