Una delle migliori serie fantasy soprannaturali è su Prime Video, ma quasi nessuno la conosce
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Una delle migliori serie fantasy soprannaturali è su Prime Video, ma quasi nessuno la conosce

Una storia profondamente umana, che esplora l'elemento paranormale da una prospettiva completamente diversa

Una delle migliori serie fantasy soprannaturali è su Prime Video, ma quasi nessuno la conosce

Una storia profondamente umana, che esplora l'elemento paranormale da una prospettiva completamente diversa

Una delle migliori serie fantasy soprannaturali è su Prime Video, ma quasi nessuno la conosce

Da Buffy l’ammazzavampiri a Supernatural, passando per The Vampire Diaries, il fantasy soprannaturale ha sempre trovato ampio spazio in Tv, con tanti titoli che hanno raggiunto una notevole longevità, arrivando a fare la storia della narrazione seriale. In mezzo a tanta scelta, può accadere che alcune opere meno famose sfuggano all’attenzione anche dei più appassionati: un esempio perfetto è la serie della BBC Being Human, trasmessa per cinque stagioni dal 2009 al 2013 e disponibile su Prime Video.

Ambientata a Bristol, la storia ha una premessa molto semplice: tre creature soprannaturali si ritrovano sotto lo stesso tetto e devono imparare a vivere insieme. Due di loro sono il vampiro John Mitchell (Aidan Turner) e il licantropo George Sands (Russell Tovey), che decidono di rinunciare ai loro istinti primordiali e di provare a vivere come semplici esseri umani. Quando si trasferiscono insieme in un vecchio appartamento di periferia, scoprono che il luogo è già abitato da Annie (Lenora Crichlow), il fantasma della precedente inquilina, morta in circostanze misteriose e rimasta a infestare la casa. I tre diventano quindi improbabili coinquilini, e cercano di costruirsi una famiglia a modo loro in un mondo che gli è ostile.  

Nota per i suoi toni e le sue atmosfere uniche, Being Human ha la straordinaria capacità di tenere in equilibrio tanti generi e sottogeneri, che vanno dal fantasy all’horror, passando per il mystery, la commedia all’inglese, il dramma psicologico e il romance. Lo show passa con naturalezza dai momenti comici tra i tre improbabili coinquilini a scene dark con elementi magici, tra miti, profezie e creature misteriose. Tutte le caratteristiche tipiche del fantasy, però, vengono sempre utilizzate per raccontare storie profondamente umane, fatte di amicizia, identità, dipendenza, solitudine e ricerca di una vita normale.

Al cuore della serie ci sono infatti tre personaggi estremamente realistici, nei quali, nonostante le premesse magiche, è facilissimo rivedersi. John, George e Annie combattono continuamente contro i loro impulsi e la loro natura. John cerca disperatamente di trattenersi dal bere sangue umano, in una storia che diventa una metafora della dipendenza e della tentazione dalle sostanze stupefacenti. George, ad ogni trasformazione, rischia di far del male involontariamente alle persone intorno a lui; un parallelismo con l’alcolismo, la perdita di controllo del sé e il senso di colpa associato alle proprie azioni. Quanto a Annie, la sua condizione di spirito, isolato e incapace di comunicare con gli altri, rappresenta la depressione, il lutto e l’incapacità di andare avanti. Ogni personaggio commette errori, cade e prova a rialzarsi, racontandoci importanti verità sulla vita e su cosa voglia dire, dopotutto, essere umani.

Fonte: Collider

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