Il secondo decennio degli anni 2000 ha segnato un momento di profonda trasformazione per il mondo della televisione. Da una parte, le serie che avevano definito la prima ondata della Golden Age (I Soprano, Breaking Bad, Mad Men) si stavano consolidando oppure direttamente avviando verso la fine, dall’altra si iniziava ad assistere ai primi tentativi di diffusione dei contenuti in streaming, che avrebbero poi cambiato per sempre il mondo del cinema e del piccolo schermo. In tutta questa profusione di storie e di prodotti di grande valore, ce ne sono parecchi che avrebbero meritato un successo molto più marcato: un esempio perfetto è la serie thriller The Americans, prodotta da FX e arrivata negli USA proprio il 30 gennaio 2013.
Si tratta di uno show che forse il pubblico italiano non collocherebbe immediatamente tra i titoli più amati di quell’epoca d’oro, eppure è una storia di spionaggio con un taglio brillante, profondo e originale, e capace come poche altre di conquistare lentamente e inesorabilmente lo spettatore.
La vicenda segue la coppia formata da Elizabeth e Philip Jennings (Keri Russell e Matthew Rhys), che conduce una vita apparentemente normale in un sobborgo di Washington DC, insieme ai figli Paige e Henry. Ma siamo negli anni Ottanta, e scopriamo presto che i due protagonisti nascondono un’identità segreta: in realtà, sono agenti segreti del KGB che si trovano all’estero sotto copertura. Mentre fingono di essere americani perfetti, i due conducono una doppia vita fatta di omicidi, ricatti e tradimenti. Nonostante il loro fosse inizialmente un matrimonio di copertura, Elizabeth e Philip hanno finito per innamorarsi davvero: tuttavia, i loro sentimenti e la loro vita familiare vengono messi alla prova dalla durezza della loro missione e dal fatto che i figli siano del tutto ignari della loro vera identità.
Nonostante sia stata acclamata dalla critica, la serie non è mai riuscita a spiccare, forse a causa del confronto con altri thriller ben più celebri che monopolizzavano il discorso dell’epoca, come il già citato Breaking Bad o True Detective. Tuttavia, è riuscita ad andare avanti per sei stagioni rivelandosi un vero e proprio gioiello nascosto. La sua forza sta soprattutto nella capacità di bilanciare il genere spionaggio con il family drama. Il racconto mostra infatti un impressionante realismo storico ed è stato più volte elogiato per la sua fedeltà alle atmosfere e al dramma della Guerra Fredda, fino al punto da ricreare operazioni del KBG realmente esistite. Allo stesso tempo, The Americans non è soltanto un thriller, ma anche un dramma familiare che utilizza la metafora del matrimonio per affrontare quelli che erano i temi scottanti dell’epoca: i segreti, la fiducia, la doppia faccia, l’ambiguità, l’ideologia.
In mezzo a tanti giganti mediatici, forse questa serie è rimasta nella nicchia degli “intenditori” ed è stata più apprezzata dalla critica che dal grande pubblico. Nonostante ciò, in un’epoca in cui il thriller punta soprattutto sull’immediatezza e sul sensazionalismo, The Americans colpisce ancora per la sua profondità emotiva, la sua ambiguità morale e per una scrittura che non cerca mai scorciatoie.
Fonte: Comicbook
© RIPRODUZIONE RISERVATA