Se avete amato Seven, questa sottovalutata serie su Disney+ è perfetta per voi
telegram

Se avete amato Seven, questa sottovalutata serie su Disney+ è perfetta per voi

Non abbiamo mai parlato abbastanza di questo audace e sottovalutato show creato da Ryan Murphy

Se avete amato Seven, questa sottovalutata serie su Disney+ è perfetta per voi

Non abbiamo mai parlato abbastanza di questo audace e sottovalutato show creato da Ryan Murphy

i protagonisti di Seven

Nel mare magnum del catalogo Disney+ si nasconde una serie che molti hanno lasciato scorrere distrattamente, ma che meriterebbe decisamente un’attenzione maggiore, soprattutto da parte di chi considera Seven una pietra angolare del thriller moderno. Stiamo parlando di Grotesquerie, una serie che dietro la forma da procedural televisivo, cela un’esperienza cupa, disturbante e sorprendentemente ambiziosa.

Creata per FX da Ryan Murphy, insieme a Jon Robin Baitz e Joe Baken, Grotesquerie affonda le mani nelle stesse ossessioni che hanno reso immortale il disturbante film di David Fincher e la prima iconica stagione di True Detective: il male come linguaggio, la fede come arma, il corpo umano come messaggio. Ambientata in una Los Angeles spogliata di ogni illusione di innocenza, la serie immagina un’America allo sbando, dove i sette peccati capitali sembrano letteralmente usciti dalla Bibbia per trasformarsi in macabri rituali di morte.

Al centro della storia c’è Lois Tryon, tormentata detective interpretata da una Niecy Nash in stato di grazia. Alcolista, emotivamente devastata e intrappolata in una vita personale allo sbando, Lois si trova a indagare su una serie di omicidi presentati dal misterioso responsabile come delle vere e proprie installazioni blasfeme, con tanto di corpi smembrati e simbolismi religiosi messi in bella vista. Attorno alla figura di Lois e all’interpretazione dura e profondamente umana offerta da Nash, Murphy costruisce un caleidoscopio di figure sopra le righe che comprende anche un prete affascinante e disturbante (Nicholas Alexander Chavez), una suora-giornalista ossessionata dai serial killer (Micaela Diamond). Personaggi volutamente estremi, spesso provocatori, ma funzionali nel creare un universo narrativo coerente nella sua follia.

Grotesquerie infatti non nasconde mai la propria anima horror, anzi. Le scene del crimine sono elaborate, artistiche, spesso difficili da sostenere, e oscillano costantemente tra attrazione e repulsione. Eppure, dietro questo eccesso visivo, si percepisce una riflessione più ampia sulla spettacolarizzazione della violenza e sull’ossessione tutta statunitense per il corpo e sul modo in cui religione e paura finiscono per fondersi in un unico racconto tossico.

Presentata inizialmente come una serie di stampo procedural, la serie evolve episodio dopo episodio in una parabola sulla progressiva implosione del nostro lato più umano, raccontata attraverso un’indagine che getta tutti coloro che ne sono coinvolti in una spirale sempre più allucinata. È pesante, e a tratti persino respingente, ma è anche ipnotica, coerente nella sua visione e sostenuta da un cast che riesce a dare concretezza a ogni incubo messo in scena.

Forse non è particolarmente innovativa, e i fan di American Horror Story riconosceranno subito alcuni temi ricorrenti del suo autore, ma si tratta di una serie apertamente blasfema, eccessiva e disturbante, che cammina sul filo sottile tra erotismo morboso e horror puro senza mai chiedere scusa. Proprio per questo, per chi ha amato l’oscurità morale di Seven e cerca una serie che non abbia paura di sporcarsi le mani, Grotesquerie potrebbe rivelarsi una delle sorprese più affascinanti per gli abbonati Disney+.

Cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti!

Leggi anche: The Beauty, Disney+ annuncia la nuova serie thriller di Ryan Murphy. Ecco le prime immagini

Foto: MovieStillsDB

© RIPRODUZIONE RISERVATA