10 scene disturbanti in 10 amatissimi film cult. La gallery
Allusioni sessuali esplicite, scene sgradevoli o politicamente scorrette presenti in pellicole che sono diventate dei classici generazionali
Luca Ceccotti
Lost in Translation è considerato un capolavoro moderno con due formidabili protagonisti (Bill Murray e Scarlett Johansson), ma la visione che ha dei giapponesi è un po\' troppo parodica e macchiettistica. Ci sono troppi stereotipi che vengono evidenziati tramite i locali monodimensionali in cui i personaggi si recano. L\'apice si raggiunge con la scena della prostituta in camera di Murray, che ha un comportamento isterico confronti di un uomo che non ha richiesto la sua presenza in camera e sicuramente non desiderava una dominatrice che lo trattasse da schiavo. Il tutto serviva alla Coppola per mettere Murray in situazioni via via più assurde, ma la ridicolizzazione della cultura giapponese è eccessiva.
Quando si pensa a Ghostbusters si pensa a Mr. Puft o in generale a New York, ma come dimenticare la scena di sesso orale praticato da un fantasma a Ray (Dan Aykroyd)? Non si può. A quanto pare, però, doveva essere parte di un arco narrativo più lungo e fatta virare verso una storia d\'amore.
Tutti pazzi per Mary resta forse il film più riuscito e di successo dei fratelli Farrelly: divertente, con personaggi caricaturali riusciti.
Indimenticabile, poi, la scena in cui Ted, (Stiller) ospite a casa dei genitori di Mary (Diaz), ha quell\'imbarazzante incidente con la cerniera lampo. Tra le più \"fastidiose\" del film, senza dimenticare anche quella del \"gel naturale per capelli\".
Tre le citazioni \"classiche\" più utilizzate c\'è proprio quella che David Wooderson (Matthew McConaughey) pronuncia nel bellissimo La vita è un sogno di Richard Linklater. La frase, però, non è né classica né profonda: «È questo che mi piace delle liceali, amico: io invecchio mentre loro restano giovani». Si vanta praticamente del fatto di essere un \"grande rimorchiatore\" di ragazzine molto più giovani di lui. Un po\'... inquietante nel suo voler essere divertente.
Ritorno al futuro è un classico pieno zeppo di scene memorabili, ma il rapporto tra Biff e Lorraine crea spesso momenti di imbarazzo. Nel secondo capitolo della trilogia, ad esempio, quando in un futuro diverso i due sono sposati, lei è sostanzialmente assoggettata al volere di Biff, che la picchia e la tratta da vero e proprio oggetto. Nel primo film, invece, cerca praticamente di abusare di lei in una macchina in un parcheggio pubblico, dove passano molti ragazzi.
Ok, il Travis di Robert De Niro è tra i personaggi più solitari, magnetici e disturbati della storia del cinema, coadiuvato anche dalla regia eccellente di Martin Scorsese, che ha fatto di Taxi Driver un cult assoluto. Fatta questa premessa, però, c\'è da dire che quando porta la bella Betsy in un cinema a luci rosse al primo appuntamento, la scena è davvero carica di disagio. Ma come sempre, anche sequenze simili rendono i classici capolavori immortali.
Tutti (o quasi) sappiamo ormai che Luke e Leia sono fratelli, figli di Anakin separati alla nascita. L\'idea era già mappata nel cervello di George Lucas sin dalla creazione della saga... ma allora perché creare della tensione sessuale tra i due? In particolare, c\'è un momento ne L\'Impero colpisce ancora in cui Leia dà un bacio troppo lungo a Luke per essere \"amichevole\". Alla fine del film il plot twist diventa chiaro, per cui non si capisce davvero perché sia stata fatta una scelta simile. Forse per mantenere alto il dubbio nei fan fino allo sconvolgente colpo di scena finale?
Ben Jahrvi di Corto Circuito non è interpretato da un attore indiano. Proprio così! Si tratta infatti dell\'americanissimo Fisher Stevens, e nonostante il suo rapporto con il robot Numero 5 sia dolce, il suo finto accento e la sua stereotipizzazione risultano un po\' troppo accentuati. Anche se a detta del famoso comico statunitense di origini indiane Aziz Ansari: \"È stato bello vedere un personaggio indiano in un film di Hollywood dell\'epoca\".
Gli anni \'60 erano un mondo completamente diverso da quello di oggi. Si poteva fumare in aereo, bere prima di guidare e i professori potevano educare i bambini indisciplinati con botte di correzione. E nel 1960 è stato donato al mondo uno dei personaggi cinematografici più stereotipati di sempre, ed esattamente nel classico Colazione da Tiffany. Infatti, il Mr. Yunioshi di Mickey Rooney è pieno di cliché imbarazzanti e mette a disagio anche per il suo aspetto: denti giganti, palpebre nastrate e un accento asiatico stravagante. Nel film, insomma, stona e disturba molto.
Chiudiamo la gallery con Dumbo e una delle sue scene più famose: la canzone dei corvi, Giammai gli elefanti volar. Il capo del gruppo si chiama Jim Crow, esattamente come le Leggi pro segregazione razziale durate circa un secolo negli USA. Già questo basterebbe per rendere la scena poco gradevole, ma aggiungiamoci anche i corvi del cartone sono in tutto e per tutto neri. L\'assurdità è che ce n\'è anche un altro, ed esattamente quando un gruppo di uomini di colore, letteralmente senza volto, canta \"finché siamo quasi morti/quando otteniamo la paga buttiamo via i nostri soldi\" e vengono chiamati anche \"scimmie pelose\". Il cartoon è del 1941, il che spiega questo smaccato e per nulla velato razzismo.
Un film può assumere lo status di “classico” per diversi motivi: performance attoriali indimenticabili, regia impeccabile, sceneggiatura intensa ed emozionante. Prendiamo titoli quali Ghostbusters, Colazione da Tiffany o Taxi Driverper esempio: sono tutti classici generazionali, che però – al di là dei valori di cui sopra – svelano momenti o intere sequenze che il pubblico potrebbe trovare anche disturbanti, nel senso di imbarazzanti o che stonano con il complesso dell’opera.
Che siano riferimenti sessuali espliciti, gag politicamente scorrette o riferimenti razzisti (anche nei cartoni animati), l’impatto con la visione è sempre un minimo controverso: nella nostra gallery di oggi vogliamo così riportarvi 10 scene, momenti o fatti disturbanti presenti in alcuni dei più amati classici del cinema.