Renato Casaro, le locandine indimenticabili dell’ultimo grande cartellonista del cinema
Irene Rosignoli
Lo chiamavano Trinità (1970)
Una delle locandine più celebri del cinema italiano, ha finito per influenzare anche la produzione del film stesso. Secondo Casaro, infatti, nella scena iniziale sarebbero stati aggiunti degli elementi (il cappello, la postura) per far somigliare il personaggio di Trinità a quello del poster.
Rambo (1982)
L'opera rappresenta il mito di Sylvester Stallone: i muscoli, la posa risoluta, lo sguardo deciso, il caratteristico fazzoletto rosso di Rambo. Una locandina che ha contribuito a diffondere nella mente del pubblico l'immagine del personaggio come una nuova icona culturale.
L'implacabile (1987)
Per questo film interpretato da Arnold Schwarzenegger, Casaro ha realizzato un'operazione molto simile a quella messa in campo per Stallone. Anche in questo caso, la star viene rappresentata come l'action hero per eccellenza, sullo sfondo di un universo fantascientifico e adrenalinico.
C'era una volta a Hollywood (2019)
Nel 2019 Quentin Tarantino ha pregato Renato Casaro di tornare a lavorare per un'ultima volta, allo scopo di creare manifesti incentrati sul personaggio di Rick Dalton, interpretato da Leonardo DiCaprio. Si tratta dell'ultimo grande lavoro realizzato dall'artista.
Dune (1984)
Questa locandina, che unisce l'aspetto sci-fi a quello umano e familiare dei personaggi, trasmette immediatamente al pubblico il tono del film di David Lynch: non un semplice film di fantascienza, ma qualcosa di maestoso e complesso. Oggi, è una delle locandine più ricercate dai collezionisti.
Luci della città (1931)
Realizzata per una riedizione italiana, questa locandina evoca un sentimento nostalgico e romantico, di poesia e bellezza. È anche un esempio del fatto che Casaro non si limitasse ai film più recenti, ma amasse anche i classici.
...Altrimenti ci arrabbiamo! (1974)
Un'altra delle locandine più popolari di Casaro, grazie alla fama di questa pellicola del duo formato da Bud Spencer e Terence Hill. La composizione è centrata sulle due star del film e gioca sull'elemento comico, ma anche di rivalità, dei protagonisti.
Balla coi lupi (1990)
Uno dei poster più riconoscibili e più amati della produzione di Casaro, per la sua abilità di sintetizzare il significato del film in un solo gesto. L’immagine centrale, infatti, rappresenta Kevin Costner nei panni del tenente John Dunbar che si tinge il volto come un Nativo americano. Anche quest'opera è molto ricercata dai collezionisti.
Il nome della rosa (1986)
Piuttosto che focalizzarsi sul mistero, Casaro sembra puntare sull’identità del protagonista, sulle atmosfere e sul contrasto tra luce e ombra. Anche questa locandina, e il suo bozzetto originale, sono pezzi molto apprezzati dai collezionisti.
L'ultimo imperatore (1987)
Casaro citò questo poster come uno dei suoi preferiti e uno dei più complicati da realizzare. Ha avuto un forte riconoscimento sia da parte del pubblico specializzato (tra cui, ovviamente, lo stesso regista Bernardo Bertolucci), sia da parte degli spettatori.
Per un pugno di dollari (1964)
Simbolo del suo stile distintivo nel genere spaghetti western, la locandina rappresenta Clint Eastwood, con il volto parzialmente messo in ombra dal cappello, emblema del "man with no name".
C'era una volta in America (1984)
Una delle opere degli anni d'oro della produzione di Casaro, quando era ai massimi livelli di ispirazione e riconoscimento. L'autore si concentra sull’intensità umana, utilizzando il bianco e nero e la luce per sottolineare l'ambiguità dei personaggi.
Da Per un pugno di dollari a L’ultimo imperatore, da Rambo a La storia infinita, fino all’omaggio di Tarantino in C’era una volta a… Hollywood: le locandine di Renato Casaro non erano semplici manifesti, ma opere d’arte che anticipavano la magia del grande schermo.
L’ultimo grande cartellonista del cinema mondiale si è spento oggi a Treviso, la sua città natale. Avrebbe compiuto 90 anni il 26 ottobre 2025 e da alcuni giorni era ricoverato per una broncopolmonite. La sua mano è dietro alcune delle locandine più celebri di sempre, e il suo tratto ha accompagnato i film di registi leggendari. Con lui scompare non soltanto un artista, ma un tassello fondamentale dell’immaginario cinematografico.
In questa gallery, ripercorriamo le locandine più indimenticabili di Renato Casaro. Quale avete amato di più?