Abbiamo già visto e/o sentito un po’ di tutto su Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato, kolossal firmato Peter Jackson, nonché prima parte di una trilogia nuovamente ambientata nell’universo tolkieniano, a dieci anni dalla fine del Signore degli anelli. Prima o poi dovevamo arrivare anche a questo: la più completa lista di trivia, curiosità e piccoli aneddoti sulla realizzazione del film, che dovrebbe aiutarci a rendere più dolce l’attesa per quel 14 dicembre che ci darà il bentornato nella Terra di Mezzo.

L’ha stilata Collider, che ha avuto la fortuna di poter visitare il set neozelandese del film e di porre qualsiasi domanda possibile e immaginabile a regista, attori e chiunque passasse sul set in quel momento. Sono settanta (!) punti, molti dei quali per la verità già coperti da aggiornamenti precedenti. Ne abbiamo selezionati venti, quelli che ci sembravano più interessanti e/o nuovi. Potete comunque leggere la lista completa sul sito di Collider.

VENTI COSE DA SAPERE
SU LO HOBBIT

1. Non solo Jackson ha girato tutto il film con due unità contemporaneamente (la seconda diretta da Andy Serkis), ma molte scene sono state girate con la tecnica della “slave motion cam”, che consente di avere gli attori su due set differenti per girare la stessa scena. Il motivo? Far sembrare i nani dei veri nani e Martin Freeman un vero hobbit, nonostante la loro reale altezza. Ian McKellen non ha apprezzato granché, e Jackson ha fatto di tutto per tornare alle tecniche classiche nelle scene con lui.

2. Secondo Peter Jackson, la differenza fondamentale tra Lo Hobbit e Il signore degli anelli sta nel fatto che il secondo è una storia di «bianco e nero, male contro bene», mentre il nuovo film sarà «una fiaba classica, in cui si ammazzano draghi e si va in cerca del tesoro».

3. Nel libro, Bilbo non sente gli effetti venefici dell’Anello come avveniva a Frodo nel SdA (anche perché Tolkien li ha “inventati” apposta per il suo capolavoro). Jackson, invece, ha deciso di introdurre questo elemento in maniera graduale nel corso dei tre film.

4. Come mai Gandalf sceglie proprio Bilbo per il “viaggio inaspettato”? Jackson ha deciso di approfondire questo aspetto, pescando informazioni dalle ormai arcinote appendici del Signore degli anelli, che integrano e arricchiscono la già consistente mitologia dell’autore.

5. Anche dopo l’abbandono di Guillermo Del Toro, Jackson era riluttante a riprendere in mano la regia. Il motivo? I nani lo spaventavano a morte. Ora, a riprese finite, li descrive come «la vera gioia del film».

6. Gollum non è stato ridisegnato per l’occasione (come era avvenuto nel passaggio da Le due torri a Il ritorno del re), ma semplicemente aggiornato ai nuovi sviluppi della motion capture.

7. I set del film sono quelli del Signore degli anelli (più quelli costruiti apposta per Lo Hobbit, naturalmente), ma gli effetti digitali sono stati ricreati da zero, perché quelli della trilogia originale sono invecchiati male.

8. Martin Freeman ha studiato Ian Holm per il suo Bilbo, ma senza copiarlo. Il suo esordio sul set è stato con la scena del suo incontro con Gollum.

9. Gandalf sarà un personaggio più ironico e leggero rispetto alla sua versione precedente (secondo McKellen «Gandalf il grigio è molto più interessante e pieno di vita della sua versione bianca»). Rispetto al libro, viene approfondita la sua relazione con Thorin.

10. L’unico nano ad avere coltivato la sua barba invece di usare quella finta fornita dalla produzione è stato Thorin. L’attore che lo interpreta, Richard Armitage, è anche il più alto della compagnia: quasi un metro e novanta.

11. Il reame dei nani è stato costruito apposta per tenere conto della ridotta altezza dei nani. Per ritrarre la distruzione portata dal drago Smaug, la produzione si è ispirata alla Hiroshima post-bomba (argh).

12. Visto che gli incidenti non mancano mai su set come questo, Richard Armitage ha raccontato di essersi spaccato un labbro da solo tirandosi un colpo di scudo sulla bocca. La scena successiva è stata girata con Armitage sanguinante dal labbro rotto.

13. Il trucco dei nani è stato realizzato con del silicone di nuova generazione, che richiede meno manutenzione e meno tempo di applicazione (un’ora per Thorin, contro le tre che servivano per truccare John Rhys-Davies da Gimli nel Signore degli anelli).

14. Le telecamere a 48fps usate da Jackson creavano un conflitto con il trucco dei nani, che in camera appariva più giallo del dovuto. La produzione ha sistemato la questione creando un trucco virato al rosso, «ridicolo dal vivo ma efficace su schermo».

15. I piedi dello Hobbit non sono più incollati come nel SdA, ma hanno la forma di ciabattine che si sfilano con semplicità (abbiamo un nuovo oggetto del desiderio per i nerd?).

16. Le parrucche dei nani arrivano a valere anche 10.000$ l’una tra materiali e manodopera. Quelle di Galadriel, Legolas e Frodo (che quindi, è confermato, compariranno in persona tutti e tre) sono le stesse del Signore degli anelli.

17. Per il Signore degli anelli erano state realizzate 500 concept art. Quelle di Lo Hobbit sono più di 8.000. Le armi realizzate per i nani sono circa 800, le orecchie degli elfi circa 600. I costumi, invece, sono in numero non specificato, ma hanno colori più vividi rispetto a quelli del Signore degli anelli, in accordo con il tono più leggero del film. Quello di Bilbo è modellato (anche) su foto e informazioni biografiche di Tolkien stesso, visto che sono entrambi gentiluomini di campagna. Quelli degli attori presenti anche nel Signore degli anelli, invece, sono stati ricreati da zero: gli originali sono in un museo.

18. La città di Dale, ai piedi della Montagna Solitaria, non viene descritta nei dettagli da Tolkien, ed è stata quindi reinventata dal reparto artistico per darle un aspetto “veneziano”.

19. Il 3D costringe a un’attenzione maggiore alle superfici e alle texture: il reparto artistico ha usato il più possibile materiali veri invece della plastica per dare un aspetto più realistico alle superfici stesse.

20. L’attore più presente in assoluto nella Terra di Mezzo è Jed Brophy, che oltre a interpretare il nano Nori in Lo Hobbit era già stato un certo numero di orchi diversi nel Signore degli anelli.

BONUS! Qualcuno si è preso la briga di ricostruire con i Lego Gandalf e Bilbo. Ecco il risultato:

Fonti: Collider, 9gag

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