21 anni dopo, uno dei film più controversi degli anni Duemila sta inaspettatamente spopolando su Netflix
whatsapp

21 anni dopo, uno dei film più controversi degli anni Duemila sta inaspettatamente spopolando su Netflix

Non a caso, è in programma anche un sequel

21 anni dopo, uno dei film più controversi degli anni Duemila sta inaspettatamente spopolando su Netflix

Non a caso, è in programma anche un sequel

21 anni dopo, uno dei film più controversi degli anni Duemila sta inaspettatamente spopolando su Netflix

Solitamente, la classifica dei contenuti più visti di Netflix è popolata dalle nuove uscite, in cui figurano spesso serie originali, film usciti da poco al cinema oppure prodotti per bambini e famiglie. Occasionalmente, però, un titolo storico riesce a conquistare la vetta, tornando in auge anche dopo molti anni dall’uscita in sala.

È quello che è successo lo scorso weekend di Pasqua, quando la piattaforma ha registrato un numero impressionante di visualizzazioni per il film La passione di Cristo di Mel Gibson, che nel 2004 ha portato sul grande schermo le vicende bibliche di Gesù di Nazareth. Il kolossal è arrivato in streaming su Netflix alcune settimane fa, passando praticamente inosservato, per poi registrare un boom proprio nei giorni di Pasqua, quando ha totalizzato 8.5 milioni di visualizzazioni, posizionandosi al secondo posto della classifica globale ed entrando in Top 10 in oltre 46 Paesi del mondo.

Certo, non si tratta di un film esattamente piacevole da rivedere, considerata la brutalità del soggetto, ma d’altra parte non sorprende che i fedeli abbiano scelto proprio questo titolo per celebrare il periodo pasquale. La passione di Cristo è stato un incredibile successo al box office, avendo incassato oltre 600 milioni di dollari a fronte di un budget di appena 30. Per molti anni ha detenuto il record di film rated R più di successo della storia, superato soltanto da uscite recenti come Deadpool & Wolverine, Joker e Oppenheimer.

Nonostante l’apprezzamento del pubblico, si tratta anche di uno dei titoli più controversi dei primi anni Duemila. Molti critici, infatti, hanno disprezzato la brutalità della violenza rappresentata, specialmente per quanto riguarda la ricostruzione altamente realistica della scena della crocifissione, che all’epoca ha portato molti spettatori a lasciare la sala o a dichiarare di essersi sentiti male. Il film è stato anche accusato di mancare di spiritualità e di presentare una visione antisemita.

Le polemiche, però, non hanno fermato Mel Gibson che, forte anche di questo ottimo risultato su Netflix, è pronto a portare al cinema il sequel intitolato La Resurrezione di Cristo. Come annunciato in precedenza, le riprese si terranno quest’estate in Italia e il protagonista Jim Caviezel tornerà a vestire i panni di Gesù. Il regista ha dichiarato che il progetto sarà diviso in due parti e sarà più filosofico e poetico rispetto al film del 2004. Lo ha addirittura descritto come «un trip da acido», con Gesù pronto a visitare altri “regni”. Secondo le prime informazioni, dovrebbe concentrarsi sui tre giorni tra la morte e la resurrezione di Cristo.

Fonte: CBR

© RIPRODUZIONE RISERVATA