Diffuso ieri, 18 marzo, il primo trailer di Spider-Man: Brand New Day ha rimesso subito Peter Parker al centro della conversazione pop. Il film, diretto da Destin Daniel Cretton e in arrivo a luglio 2026, riparte quattro anni dopo No Way Home e mostra uno Spider-Man più solo, più ferito e soprattutto più instabile di quanto ci aspettassimo. Nel footage si intravedono il ritorno di Scorpion, la presenza di Punisher e Bruce Banner, una New York attraversata da nuove minacce e un Peter che sembra vivere sulla propria pelle una trasformazione sempre meno metaforica e sempre più fisica. È un trailer denso, ricco di materiale, forse persino troppo, ma capace di far emergere una direzione precisa: questa volta il personaggio sembra davvero costretto a guardarsi dentro, e non solo a salvare il mondo di turno.
Cosa ci convince del trailer di Brand New Day
La prima cosa che ci è piaciuta è proprio il tono. Più cupo, più sofferente, più vicino a una dimensione di inquietudine che in fondo appartiene da sempre a Spider-Man, anche se il cinema tende spesso a ricordarlo soprattutto per la battuta pronta e l’energia adolescenziale. Qui invece il peso di ciò che Peter ha perso dopo No Way Home sembra ancora tutto addosso al personaggio: nessuno ricorda chi sia, MJ e Ned sono andati avanti, e la sua vita da eroe appare meno liberatoria e più dolorosa. Le prime ricostruzioni del trailer insistono proprio su questo: isolamento, disagio, crisi identitaria. È una chiave che funziona perché restituisce a Spider-Man quella fragilità tragica che nei fumetti è spesso decisiva quanto i superpoteri.
La seconda cosa che ci ha colpito sono le citazioni iconografiche. Il lancio virale del trailer è stato accompagnato da clip che richiamano immagini storiche del personaggio, e in particolare l’illustrazione di copertina di Amazing Fantasy #15, il debutto assoluto di Spider-Man nel 1962. Non è un dettaglio da poco: quando un film che si intitola Brand New Day guarda indietro fino all’origine grafica del mito, sta dicendo qualcosa di molto chiaro sul proprio intento. Non necessariamente una trasposizione fedele di uno specifico arco narrativo, ma il tentativo di riallacciare il presente del personaggio alla sua essenza più classica, quella dell’eroe giovane, esposto, vulnerabile, sospeso tra slancio e peso della responsabilità. Anche per questo la citazione visiva non sa di semplice easter egg: sembra piuttosto una dichiarazione di poetica.
La terza cosa che ci intriga è la trama che porta Peter a diventare un ragno in modo più esplicito. Il trailer suggerisce una mutazione genetica, con ragnatele organiche e segnali fisici anomali, aprendo un fronte narrativo che il cinema di Spider-Man ha toccato solo in parte. Nei fumetti esistono diversi precedenti utili per leggere questa pista: dalla Six Arms Saga di Amazing Spider-Man #100-102, in cui Peter sviluppa una trasformazione mostruosa, fino a The Other, storyline del 2005-2006 poi raccolta anche da Marvel, che rilegge il rapporto tra Parker e la sua natura aracnide in termini più corporei e quasi totemici. Non sappiamo ancora quanto il film attingerà davvero a queste storie, ma il trailer sembra voler spostare il conflitto dal costume al corpo, dall’identità pubblica alla biologia stessa del personaggio. Ed è una scelta potenzialmente molto forte, perché rende la crisi di Peter non soltanto emotiva, ma organica, inevitabile, quasi horror.
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Cosa invece non ci è piaciuto del nuovo Spider-Man
C’è però anche una cosa che, almeno a giudicare da questo primo assaggio, lascia qualche perplessità. Brand New Day si presenta come un nuovo inizio, ma sembra allo stesso tempo molto più legato al resto dell’MCU di quanto il titolo lasciasse immaginare. Bruce Banner, Punisher, gli agganci a Daredevil: Born Again, il possibile spoiler sul destino politico di Wilson Fisk: tutto contribuisce a dare al film il sapore dell’ennesimo tassello di un universo più grande, più che quello di una vera ripartenza autonoma. E questo rischia di togliere un po’ di freschezza a un capitolo che, dopo il finale di No Way Home, sembrava perfetto per riportare Spider-Man in una dimensione più personale, più urbana, più sua.
Non è detto che il film non riesca comunque a trovare un equilibrio, ma il trailer suggerisce già una tensione evidente tra il desiderio di rifondare Peter Parker e la necessità, tutta Marvel, di continuare a tenere insieme ogni pezzo del mosaico. È un limite che per qualcuno potrebbe pesare, soprattutto per chi sperava in una ripartenza davvero nuova, e non solo nel nome.
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