Se qualcuno pensa che quella della combinazione numerica misteriosa sia una trovata di Lost si sbaglia. A dare i numeri per primo è stato Donnie Darko. I super appassionati senz’altro li ricordano a memoria: 28:06:42:12, ovvero le cifre che Donnie (Jake Gyllenhaal) si trova tatuate sul braccio all’inizio del film e che indicano il tempo rimasto al nostro pianeta. Debuttato in sordina al cinema nel 1991 2001, il film d’esordio di Richard Kelly è presto diventato un cult in tutto il mondo. Immagine simbolo è diventata quella del coniglio Frank, inquietante figura antropomorfa (amico immaginario o apparizione onirica?) che guida Donnie nelle sue azioni. La vicenda famigliare dei Darko, che prende le mosse dal momento in cui un reattore di un aereo precipita sulla loro casa, diventa un vero rompicapo  quando all’orizzonte si stagliano viaggi temporali e realtà parallele. Non esistono comunque risposte univoche per spiegare Donnie Darko: per qualcuno sarebbe in realtà morto nel mondo reale il 2 ottobre del 1988 (giorno in cui il reattore cade sulla casa dei Darko e scena iniziale del film), e i fatti successivi apparterrebbero a un universo tangente del multiverso (?!!!). Secondo altri (che per arrivare a una conclusione hanno preso una laurea in astrofisica) alla fine del film Donnie stesso si dirige nel tubo temporale che risucchia il reattore per morire nel passato e salvare così la vita alla fidanzata, alla madre e alla sorella. E a qualcun altro invece viene sempre il dubbio che la scommessa di registi e sceneggiatori al debutto di film come questo sia quella di indovinare quante decine di assurde teorie la gente sarà in grado di elaborare per dare una spiegazione a quello che loro hanno scritto dopo una clamorosa sbornia.

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