Il bello di Kick-Ass stava nel contrasto tra la quotidianità di un supereroe che di super non aveva niente e le gesta epica che faceva di tutto per compiere. Era nell’incoscienza del personaggio, nell’ammirazione mista a senso del ridicolo che suscitava nello spettatore la scelta di vita di un tizio di vestirsi di verde per pestare i criminali. Nel sequel Kick-Ass ha raggiunto una consapevolezza di sé e dei suoi mezzi – anche grazie all’addestramento di Hit-Girl – che lo trasformano in qualcosa di più di uno sfigato che gioca a fare l’eroe. Per dirla in altre parole: in Kick-Ass 2 tutti, buoni e cattivi, sanno quello che stanno facendo, il che rende più difficile sospendere l’incredulità di fronte ai momenti più assurdi del film. Per fortuna che…

… seconda posizione!

© RIPRODUZIONE RISERVATA