3 serie su Netflix poco conosciute, ma che i fan del genere post-apocalittico dovrebbero recuperare
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3 serie su Netflix poco conosciute, ma che i fan del genere post-apocalittico dovrebbero recuperare

Dimenticate The Last of Us e The Walking Dead: queste variazioni sul tema presenti su Netflix cattureranno la vostra attenzione

3 serie su Netflix poco conosciute, ma che i fan del genere post-apocalittico dovrebbero recuperare

Dimenticate The Last of Us e The Walking Dead: queste variazioni sul tema presenti su Netflix cattureranno la vostra attenzione

un frame della serie Netflix Black Summer

Il genere post apocalittico ha certamente visto una rinascita nel nuovo millennio, e anche nel 2026 continua a mantenere tutta la sua potenza espressiva grazie ad una trasversalità che gli permette di essere declinato in una grande varietà che ha come filo conduttore un’umanità allo sbando determinata a sopravvivere.

Se siete appassionati del genere, sicuramente non vi sarete fatti scappare i titoli più celebri e acclamati. Tuttavia su Netflix potete trovare alcune serie che regalano alcune interessanti variazioni su temi e situazioni viste e riviste in altre produzioni e che, in alcuni casi, riescono addirittura ad affrontare il mondo post-apocalittico con un pizzico di ottimismo. Dagli affascinanti bambini mutanti di Sweet Tooth, l’inquietante pioggia assassina di The Rain, e il dramma della madre protagonista di Black Summer, queste sono le tre serie a tema post-apocalittico a cui ogni utente Netflix che apprezzi il genere dovrebbe concedere una possibilità.

SWEET TOOTH

Molte serie post-apocalittiche scelgono di raccontare la fine del mondo attraverso la lente del cinismo e la disperazione. Sweet Tooth, invece, percorre una strada diversa. Disponibile su Netflix, la serie immagina un futuro devastato da una pandemia che ha decimato la popolazione umana e cambiato per sempre il volto della società. Nello stesso periodo iniziano però a nascere bambini ibridi, metà esseri umani e metà animali, creature considerate da molti una minaccia e da altri l’ultima speranza per il futuro.

Al centro della storia c’è Gus, un ragazzino con caratteristiche da cervo cresciuto lontano dalla civiltà. Quando il suo rifugio viene meno, il giovane intraprende un viaggio attraverso un’America profondamente trasformata, accompagnato dal burbero Jepperd, un uomo che finirà per diventare una figura fondamentale nella sua crescita.

Pur non rinunciando ai temi tipici del genere – la paura del contagio, la lotta per la sopravvivenza e la diffidenza verso il prossimo – Sweet Tooth riesce a distinguersi grazie a un approccio quasi fiabesco. I paesaggi dominati dalla natura, l’attenzione per i legami umani e il senso di meraviglia che attraversa l’intero racconto rendono la serie qualcosa di raro nel panorama post-apocalittico. Una storia che non ignora il dolore, ma che trova comunque spazio per la speranza, dimostrando che anche dopo la fine del mondo può esistere un nuovo inizio.

THE RAIN

I protagonisti della serie tv Netflix The Rain

Tra le produzioni internazionali di Netflix più sottovalutate degli ultimi anni c’è senza dubbio The Rain, una serie danese che riesce a combinare survival drama, thriller e racconto di formazione all’interno di uno scenario tanto semplice quanto inquietante. Tutto ha inizio quando una misteriosa pioggia contaminata diffonde un virus letale che spazza via gran parte della popolazione della Scandinavia. Simone e suo fratello Rasmus riescono a salvarsi grazie al padre, uno scienziato che li nasconde in un bunker poco prima della catastrofe.

Dopo anni di isolamento, i due decidono di tornare in superficie e si ritrovano in un mondo irriconoscibile. Durante il loro viaggio incontrano altri sopravvissuti e formano un gruppo costretto a confrontarsi non solo con i pericoli esterni, ma anche con i propri conflitti interiori.

Più che sull’azione o sugli effetti spettacolari, The Rain pone l’accento sulle relazioni umane, sulle scelte morali e sul peso psicologico della sopravvivenza. Le atmosfere nordiche, i paesaggi desolati e il costante senso di isolamento contribuiscono a creare un mondo credibile e malinconico, dove ogni decisione può avere conseguenze irreversibili. Per chi ama le storie post-apocalittiche ma cerca qualcosa di diverso dai modelli americani più celebri, The Rain rappresenta una visione sorprendentemente efficace.

BLACK SUMMER

«Meglio di The Walking Dead»: questa serie Netflix con gli zombie è assolutamente da recuperare

Una serie che molti spettatori hanno ignorato e che meriterebbe decisamente una seconda possibilità è sicuramente Black Summer, la quale sembra molto indicata per chi ha amato The Walking Dead. Nata come spin-off dell’universo di Z Nation, la serie abbandona quasi completamente i toni più leggeri della produzione madre per abbracciare un approccio brutale e realistico.

La protagonista è Rose, una madre che si ritrova separata dalla figlia nei primi, caotici giorni dell’epidemia. In un mondo che nel giro di una sola estate è crollato sotto l’infuriare di un virus letale, la donna intraprende la disperata ricerca della figlia, alleandosi con altri sopravvissuti che, come lei, hanno perso tutto. Una premessa semplice, ma estremamente efficace, perché trasforma ogni episodio in una corsa contro il tempo dove la sopravvivenza è l’unica priorità.

In Black Summer non ci sono lunghe pause, grandi discorsi o momenti di respiro. I personaggi sono infatti costretti a reagire continuamente alle minacce che li circondano, e la regia contribuisce a trasmettere una sensazione di pericolo incessante. Il risultato è una delle rappresentazioni più claustrofobiche e adrenaliniche dell’apocalisse zombie viste negli ultimi anni, riuscendo a catturare quella paura primordiale che rende il genere ancora così irresistibile.

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Foto: Netflix

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