A 36 anni dal suo debutto, esiste una serie televisiva tratta dai fumetti DC che, nonostante sia durata ben 72 episodi, sembra essere quasi completamente scomparsa dalla memoria collettiva. Si tratta di Swamp Thing, produzione andata in onda su USA Network per tre stagioni a partire dal 27 luglio 1990.
Negli anni Ottanta e nei primi anni Novanta, gli adattamenti televisivi dei supereroi erano spesso caratterizzati da atmosfere leggere e da un tono apertamente camp. La serie di Batman degli anni Sessanta aveva trasformato le avventure dell’Uomo Pipistrello in uno spettacolo colorato e ironico, mentre Wonder Woman puntava su trasformazioni spettacolari e una celebre sigla.
L’incredibile Hulk, invece, aveva introdotto elementi più oscuri e inquietanti, diventando uno degli esempi più riusciti della televisione supereroistica classica. Swamp Thing scelse però una strada ancora diversa, mescolando horror, fantascienza, ambientalismo e storie volutamente bizzarre.
Il risultato fu una serie difficile da classificare, capace di avvicinarsi più di molte altre produzioni dell’epoca alla natura imprevedibile e surreale dei fumetti originali.
La serie del 1990 non rappresentò il primo incontro tra il personaggio e Hollywood. Nel 1982 Wes Craven diresse Il mostro della palude, un film horror diventato nel tempo un piccolo cult.
Ray Wise interpretava lo scienziato Alec Holland, mentre Dick Durock vestiva i panni della creatura nella quale il protagonista si trasformava. Nel cast figurava anche Adrienne Barbeau nel ruolo di Alice Cable.
Il film ottenne un sequel nel 1989, Il ritorno del mostro della palude, nel quale Durock tornò a interpretare Swamp Thing, affiancato questa volta da Heather Locklear.
Il secondo capitolo aprì la strada alla produzione televisiva di USA Network. Dick Durock riprese ancora una volta il ruolo della creatura, mentre lo sviluppo della serie venne affidato a Joseph Stefano, già noto per il suo lavoro su The Outer Limits.
L’intenzione iniziale era quella di adottare un tono più serio rispetto ai due film. Con il passare degli episodi, tuttavia, lo show cominciò a prendere direzioni sempre più imprevedibili e stravaganti.
Dopo i primi dodici episodi, Joseph Stefano lasciò il progetto e il ruolo di produttore esecutivo passò a Tom Blomquist. USA Network decise quindi di prolungare la serie, ordinando un ampio ciclo di nuove puntate.
Swamp Thing divenne uno degli show più seguiti dell’emittente e arrivò complessivamente a tre stagioni e 72 episodi. Dopo la fase iniziale, però, la produzione smise progressivamente di basare le proprie trame direttamente sui fumetti.
Il protagonista venne utilizzato come punto di partenza per una serie di racconti quasi antologici. Ogni episodio introduceva nuovi personaggi, minacce fantascientifiche e misteri legati alla palude, mentre Swamp Thing continuava a ricoprire il ruolo di suo protettore.
Questa struttura permise alla serie di ospitare un insieme particolarmente insolito di guest star. Tra le personalità apparse nel corso degli episodi figurano Tyne Daly, Wolfman Jack, Debby Boone, Summer Phoenix e Adam Curry, oltre ai wrestler Terry Funk e Kevin Nash.
Con il passare del tempo, la produzione divenne sempre più eccentrica, avvicinandosi involontariamente allo spirito delle celebri storie scritte da Alan Moore.
Quando assunse la guida del fumetto nel 1984, Moore trasformò radicalmente il personaggio. Swamp Thing non era più semplicemente uno scienziato mutato in una creatura vegetale, ma un’entità profondamente legata alla natura e alla forza elementale della Terra.
Lo sceneggiatore si allontanò inoltre dai tradizionali legami con gli altri supereroi DC, costruendo storie più profonde, filosofiche e inquietanti. Il risultato è ancora oggi considerato uno dei cicli più importanti nella storia del personaggio.
La serie televisiva non adattò direttamente le storie di Moore, ma ne condivise la passione per il bizzarro. Swamp Thing affrontava criminali, mostri, minacce ecologiche e situazioni difficili da ricondurre alle normali regole della televisione supereroistica.
Alcuni episodi puntavano maggiormente sulla paura, altri sull’ironia, ma il protagonista rimaneva sempre il difensore della palude. Proprio questa combinazione di horror, fantascienza e trovate assurde rese lo show diverso da qualsiasi altra produzione tratta dai fumetti trasmessa in quegli anni.
Nonostante il successo ottenuto su USA Network, la serie è diventata molto più difficile da recuperare rispetto ai film dedicati al personaggio. Le due pellicole sono state distribuite più volte in home video e sulle piattaforme di streaming, mentre lo show è rimasto per lungo tempo poco accessibile.
Nello stesso periodo venne inoltre realizzata una serie animata, probabilmente rimasta più impressa nella memoria del pubblico più giovane. Negli anni successivi, Swamp Thing è comparso anche in diversi film d’animazione DC, tra cui Justice League Dark e Batman e Harley Quinn.
Nel 2019 il personaggio è poi tornato al centro di una nuova serie live action, distribuita inizialmente su DC Universe e successivamente su HBO Max. Nonostante gli ottimi giudizi ricevuti, lo show è stato cancellato dopo una sola stagione.
La produzione del 1990 rimane però un caso unico. Con i suoi 72 episodi e la sua capacità di abbracciare il lato più folle, astratto e inquietante dei fumetti, rappresenta una curiosità che meriterebbe di essere riscoperta dagli appassionati del personaggio e delle serie di supereroi più insolite.
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