Attore, regista, produttore, filosofo. Per tutti, Maestro. Il 20 luglio del 1973, esattamente 40 anni fa, Bruce Lee lasciava questo mondo in circostanze ancora misteriose. La sua morte scosse il mondo del cinema, con le strade di Hong Kong invase da una folla sterminata durante il suo funerale. Ma sarebbe riduttivo – e irrispettoso – pensare che solo la sua scomparsa contribuì ad iscriverlo nella leggenda. Perché la rilevanza che Lee diede al cinema orientale è incalcolabile. In mente aveva un progetto ambizioso e visionario: coniugare due mondi opposti come l’oriente e l’occidente, due culture che in lui hanno sempre convissuto. Nato a San Francisco, Bruce passa l’infanzia ad Hong Kong, dove studia arti marziali a scuola del leggendario Yip Man (che Wong Kar-way racconta nel suo The Grandmaster). Quindi si trasferisce negli Stati Uniti, ed è proprio in America che Bruce trova la sua strada: continua a studiare il Kung-fu, sviluppando uno stile del tutto personale, contaminato da diverse discipline (dalla scherma alla boxe), oggi noto come Jeet Kun Do; poi frequenta la facoltà di filosofia di Washington, dove si innamora di una ragazza americana, Linda Emery, che diventerà sua moglie e madre di due figli, Brandon e Shannon.

Dopo aver aperto diverse scuole di arti marziali, viene notato da William Dozer (il produttore della serie tv della BBC su Batman e Robin con Adam West), che gli assegna il ruolo di Kato, co-protagonista della serie Il Calabrone verde. È il trampolino di lancio per una carriera che lo trasformerà in icona: i primi due film da protagonista, Il Furore della Cina Colpisce ancora e Dalla Cina Con Furore, battono i record d’incassi ad Hong Kong e Bruce raggiunge la fama internazionale. Nel 1972 scrive, dirige e produce L’urlo di Chen Terrorizza anche l’Occidente, prima pellicola di arti marziali a non essere girata interamente in terra asiatica (le riprese si sono svolte in parte a Roma). La missione è compiuta e Lee diventa il ponte tra due culture. Un anno più tardi è protagonista di un altro successo, I tre dell’operazione drago, ma nello stesso periodo, mentre sta lavorando alla sceneggiatura di L’ultimo combattimento di Chen, viene colpito da un malore, che gli è fatale.

Oggi, anniversario della sua morte, vogliamo rendergli omaggio con la Top 5 delle sue scene memorabili, che hanno dato vita al mito del Piccolo Drago.

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