L’attenzione dei complottisti e degli appassionati di ufologia di tutto il mondo nelle ultime ore è stata catturata da L’era delle rivelazioni (The Age of Disclosure il titolo originale), documentario indipendente diretto da Dan Farah. Il progetto starebbe sollevando più di una discussione, e non potrebbe essere altrimenti viste le tesi in esso sostenute: i cosiddetti fenomeni anomali non identificati (UAP), un tempo noti come UFO, visiterebbero la Terra da decenni, con il governo degli Stati Uniti che ne sarebbe pienamente consapevole.
Nei 110 minuti di durata del film lo stesso Farah e il produttore esecutivo Luis Elizondo – ex funzionario del Pentagono e volto noto negli ambienti che indagano sugli UAP – si impegnato a presentare una serie di presunte prove a sostegno di questa teoria, come anticipato dalla intrigante sinossi del progetto, la quale recita quanto segue:
Un documentario esplosivo che svela un insabbiamento globale durato 80 anni su forme di vita intelligenti non umane e una guerra segreta tra le principali nazioni per decodificare la tecnologia avanzata di origine non umana. Con le testimonianze di 34 membri del governo statunitense, dell’esercito e dei servizi segreti, il film svela la posta in gioco per il futuro dell’umanità.
Farah, qui al suo esordio alla regia, ha lavorato al progetto per tre anni in totale segretezza, cercando fonti con conoscenza diretta delle attività governative sugli UAP. Sebbene il documentario possa essere facilmente etichettato come l’ennesimo prodotto legato al complottismo, il regista ha tentato di rafforzarne la credibilità includendo oltre 30 interventi di figure istituzionali statunitensi tra cui la senatrice democratica Kirsten Gillibrand e il repubblicano Marco Rubio, fino a membri di alto profilo delle comunità militari e dell’intelligence.
Tra le testimonianze più sorprendenti raccolte nel documentario c’è quella di Jay Stratton, ex membro della Defense Intelligence Agency e direttore della task force governativa sugli UAP, il quale arriva ad affermare: «Ho visto con i miei occhi velivoli non umani ed esseri non umani».
Ma quali sarebbero le 8 “prove” portate da Dan Faran che confermerebbero l’esistenza e le visite degli extraterrestri sul nostro pianeta? Ve le riassumiamo a seguire qui sotto:
- Veicoli ultraterreni
Secondo il documentario, i cosiddetti veicoli “transmedi” — mezzi in grado di muoversi nello spazio, nell’atmosfera e sott’acqua — sfiderebbero ogni principio noto della fisica. Questi oggetti, sostiene il film, opererebbero indisturbati in varie aree del pianeta almeno dagli anni ’40. - Una corsa multilaterale
La presunta scoperta di UAP precipitati, a partire dagli anni ’40, avrebbe dato il via a una vera e propria corsa agli armamenti tra Stati Uniti, Russia e Cina. L’obiettivo, secondo quanto raccontato, sarebbe lo stesso: diventare la prima nazione in grado di sfruttare e ricreare tecnologia extraterrestre. «Non puoi dirlo ai tuoi amici senza dirlo ai tuoi nemici», afferma nel film l’ex funzionario della Difesa Jay Stratton. - Il ruolo della Federal Aviation AdministrationIl documentario sostiene che la FAA sarebbe a rischio se la Federal Aviation Administration non monitorasse attivamente gli UAP. Dal 22 ottobre, infatti, la FAA richiede che eventuali avvistamenti riportati da piloti o dal personale del traffico aereo siano comunicati immediatamente ai team di sicurezza nazionale.
- Il grande nascondiglio: l’oceano
Se un’intelligenza non terrestre volesse raggiungere il nostro pianeta restando invisibile, il luogo ideale sarebbe il fondale marino, quasi del tutto inesplorato dall’essere umano. È una delle ipotesi avanzate dalle testimonianze raccolte dal documentario. - Mezzi enormi e ad altissime prestazioni
Nel film si parla di UAP grandi quanto campi da calcio, capaci — sempre secondo i testimoni — di raggiungere velocità superiori ai 48.280 kilometri orari. Alcuni di questi oggetti arriverebbero persino a toccare i 64.373 kilometri orari in poche frazioni di secondo. - Corpi umanoidi
Tra le testimonianze più sorprendenti c’è quella del dottor Eric Davis, secondo cui nel 1989 l’Unione Sovietica avrebbe recuperato quattro corpi extraterrestri dall’area di un presunto schianto UAP, insieme a un’arma a energia diretta di origine sconosciuta. - Una tecnologia ambivalente
Come l’intelligenza artificiale, anche la tecnologia legata agli UAP — se reale — potrebbe trasformare radicalmente il mondo, fornendo nuove fonti energetiche oppure, al contrario, minacciando la sicurezza globale. È uno dei passaggi più discussi del film. - Chi sa davvero la verità?
Secondo il documentario, le informazioni sugli UAP sarebbero rigidamente compartimentate: perfino il Presidente degli Stati Uniti o il direttore della CIA potrebbero non essere pienamente a conoscenza delle operazioni in corso.
L’era delle rivelazioni è disponibile in streaming per il noleggio o l’acquisto su Prime Video.
Cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti!
Leggi anche: «Credo negli alieni»: Emma Stone fa “coming out” sull’esistenza degli extraterrestri
Foto: Prime Video
Fonte: Variety
© RIPRODUZIONE RISERVATA