Oggi è impossibile parlare di anime senza menzionare Dragon Ball, una delle saghe più celebri e longeve della storia dell’animazione giapponese. Conosciuto e amato in tutto il mondo, il franchise nato dalla mente di Akira Toriyama ha influenzato intere generazioni. Ma dietro al suo successo c’è un’eredità spesso dimenticata: quella di Astro Boy, il capolavoro firmato da Osamu Tezuka che ha letteralmente cambiato il volto della televisione giapponese.
Dragon Ball non nasce dal nulla. Lo stesso Toriyama ha più volte dichiarato che la serie non sarebbe mai esistita senza il contributo di opere precedenti. Tra queste, Astro Boy occupa un posto speciale: è stato infatti il primo anime serializzato a ottenere un successo duraturo e ha posto le basi per l’intera industria dell’animazione come la conosciamo oggi.
Quando Astro Boy andò in onda nel 1963, Toriyama era un bambino di sette anni. Non sorprende, dunque, che quella visione abbia lasciato un’impronta indelebile nella sua immaginazione. Pur non approfondendo troppo il legame in pubblico, in un’intervista ufficiale il mangaka ha riconosciuto Astro Boy come una delle sue influenze più importanti. E i segni di questa ispirazione si possono ritrovare in tutta la sua opera.
I robot, per esempio, hanno un ruolo chiave sia in Dr. Slump – con la protagonista Arale – sia in alcuni dei momenti più iconici di Dragon Ball Z, come la saga degli Androidi. Una scelta tematica che sembra un chiaro omaggio al giovane androide protagonista di Astro Boy.
All’inizio degli anni ’80, Dragon Ball nasce come manga d’azione comico ispirato alle arti marziali, molto diverso dagli altri titoli dell’epoca. La serie ottiene subito un grande successo in Giappone, ma è con l’adattamento animato di Dragon Ball Z che il fenomeno esplode a livello mondiale, definendo per sempre i canoni del genere shonen.
Eppure, è proprio Astro Boy ad aver tracciato per primo la strada, trasformando l’anime da semplice intrattenimento episodico in una narrazione seriale con personaggi complessi e tematiche avventurose. Se oggi il genere è dominato da combattimenti spettacolari e trame ad alto tasso emotivo, lo si deve anche a quel primo, coraggioso esperimento firmato Tezuka.
Non è un caso se molti tra i più grandi mangaka moderni citano Dragon Ball come fonte di ispirazione – così come Toriyama faceva con Astro Boy. In questo senso, Dragon Ball è diventato per l’anime contemporaneo ciò che Astro Boy fu per Toriyama: un modello creativo, una fonte di linguaggio e uno spartiacque culturale.
Anime come Pluto, rivisitazione oscura e adulta di Astro Boy firmata da Naoki Urasawa, dimostrano quanto quel personaggio continui ancora oggi a stimolare l’immaginario collettivo, anche se in forme nuove e inaspettate.
In un mondo in cui spesso si celebrano solo i successi più recenti, vale la pena ricordare che senza Astro Boy, Dragon Ball non sarebbe mai esistito. E, con esso, forse nemmeno l’anime come lo conosciamo oggi. Il merito di Tezuka non è solo quello di aver creato un’icona: è di aver reso possibile un intero universo narrativo, aprendo la strada a tutti gli eroi che sarebbero venuti dopo.
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Fonte: CBR
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