Nel 2016 Netflix ha lanciato una serie sci-fi ambiziosa e fuori dagli schemi la quale – almeno nei piani dei suoi creatori – sarebbe dovuta durare almeno cinque stagioni. Creata da Brit Marling e Zal Batmanglij, The OA venne tuttavia cancellata dopo appena due stagioni, lasciando milioni di spettatori appesi al cliffhanger dell’ultimo episodio, il cui vuoto da allora non è mai stato colmato.
La trama della serie era incentrata sulla storia di Prairie Johnson (interpretata dalla stessa Marling), una giovane donna ipovedente che ritorna a casa sette anni dopo la sua scomparsa. In modo del tutto inspiegabile, la donna sembra aver riacquistato la vista e ora si fa chiamare “PA” (in originale “The OA”). Questa rivela inoltre di essere stata rapita da Hap (Jason Isaacs), un medico ossessionato dalle esperienze di pre-morte, che l’ha costretta a partecipare a inquietanti esperimenti insieme ad altri quattro prigionieri. Proprio attraverso questi esperimenti, i soggetti coinvolti avrebbero imparato a viaggiare tra dimensioni parallele.
Intellettuale, stimolante, ed emotivamente potente, è facile comprendere come The OA abbia rapidamente trovato posto nel cuore dei fan. L’idea alla base della serie e la sua scrittura ispirata ha permesso ad una storia dalle premesse peculiari e insolite di suscitare la curiosità del pubblico, valorizzando inoltre la caratterizzazione dei personaggi sorretti dalle grande performance del cast.
La rivelazione a combustione lenta del mistero ha permesso alla serie di tenere il pubblico costantemente sulle spine senza che ne scemasse l’interesse. Un interesse che è stato tuttavia “tradito” dalla prematura e inaspettata cancellazione di The OA da parte di Netflix, che non ha esitato a porvi fine nonostante il crescente entusiasmo degli utenti e le recensioni più che positive. La cancellazione è risultata poi ancora più indigesta dal momento che questa è avvenuta su una clamorosa svolta di trama che i fan non vedevano l’ora che venisse approfondita nella terza stagione.
Questa mossa ha scatenato nel 2019 una vera e propria rivolta dei fan, che si sono lanciati in petizioni e campagne social nella speranza di convincere il colosso dello streaming a tornare sui suoi passi. Alcuni hanno persino ipotizzato che l’improvvisa interruzione fosse un colpo di scena orchestrato dagli autori e che facesse in fin dei conti parte della trama. Speranza che tuttavia è andata spegnendosi rapidamente.
Oggi, a distanza di anni, l’interesse intorno a The OA non si è mai davvero sopito, e in una recente intervista Jason Isaacs non ha nascosto di aver incontrato nuovamente Marling e Batmanglij per discutere di un possibile futuro per della serie. Ad oggi non ci sono elementi per poter sperare concretamente in un ritorno di The OA, tuttavia una simile operazione sarebbe salutata con entusiasmo dagli utenti, per i quali ancora oggi la cancellazione della serie rappresenta una ferita aperta che non accenna a rimarginarsi.
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Foto: Netflix
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