A distanza di 9 anni, questa favola nera sul dolore e l’infanzia disponibile su Netflix merita una seconda possibilità
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A distanza di 9 anni, questa favola nera sul dolore e l’infanzia disponibile su Netflix merita una seconda possibilità

Un horror poetico che parla di lutto, infanzia e mostri interiori, firmato da una delle menti moderne più riconoscibili del genere

A distanza di 9 anni, questa favola nera sul dolore e l’infanzia disponibile su Netflix merita una seconda possibilità

Un horror poetico che parla di lutto, infanzia e mostri interiori, firmato da una delle menti moderne più riconoscibili del genere

Somnia horror Netflix

C’è un film che trasforma i sogni in realtà – e anche in incubi – ma che, per anni, è rimasto nell’oblio. Nonostante un cast solido, una regia sensibile e una storia profondamente toccante, Somnia (Before I Wake) è passato quasi inosservato, penalizzato da problemi distributivi, lunghi ritardi e un’uscita silenziosa. Eppure, a distanza di nove anni dalla sua uscita su Netflix, si impone come una delle opere più intense, originali e sottovalutate del cinema fantastico recente.

Diretto da Mike Flanagan – autore di culto grazie a successi come The Haunting of Hill House e Doctor Sleep –, il film racconta la storia di Jessie e Mark, una coppia distrutta dalla perdita del figlio, che decide di accogliere in affido il piccolo Cody. Il bambino è gentile, timido, ma nasconde un dono terribile: ogni cosa che sogna prende vita nel mondo reale. Farfalle luminose, ricordi perduti, paure infantili… tutto può manifestarsi nella notte. Ma non tutti i sogni sono belli. E alcuni diventano pericolosi.

Quello che inizia come un racconto di rinascita si trasforma presto in una spirale di ossessione e negazione. Jessie, sopraffatta dal lutto, inizia a sfruttare i sogni di Cody per “rivedere” il figlio scomparso, aggrappandosi a un’illusione che rischia di diventare distruttiva.

L’elemento più inquietante è il “Canker Man”, creatura scheletrica e spettrale che infesta gli incubi del bambino. Ma il vero orrore non viene dall’esterno, bensì dall’interno: questa figura mostruosa nasce infatti da un trauma profondo, dalla malattia che ha strappato a Cody sua madre, e dal dolore che nessuno ha saputo curare.

Somnia non è un horror canonico. Flanagan preferisce allontanarsi dai facili jump scare per costruire un’atmosfera sospesa, quasi da fiaba malinconica, in cui il vero terrore risiede nell’animo umano. Il film diventa così una riflessione commovente sul lutto, sull’amore genitoriale e su quel confine fragile tra affetto e bisogno, tra protezione e manipolazione.

Jacob Tremblay, all’epoca reduce dal successo di Room, regala un’altra interpretazione straordinaria, sostenuto da Kate Bosworth e Thomas Jane, credibili nel rappresentare due modi opposti — ma entrambi umani — di affrontare la perdita.

Girato nel 2013 ma bloccato per anni a causa del fallimento della casa di distribuzione, Before I Wake è arrivato su Netflix solo nel 2018, senza promozione né clamore. Un destino amaro, che ha privato molti spettatori di un’opera capace di toccare corde intime, lontano dai cliché dell’horror commerciale.

Nella filmografia di Flanagan, questo film rappresenta un punto di svolta: un ponte tra i primi lavori indipendenti e i successi successivi. Un racconto cupo e delicato, in cui l’infanzia non è rifugio ma teatro di paure reali, e dove i sogni – quelli veri – possono fare più male dei peggiori incubi.

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