Per cinque anni, dal 1969 al 1974, i Monty Python sono stati la cosa migliore del mondo o giù di lì. Di sicuro sono stati il gruppo comico più incredibile mai uscito dalla terra d’Albione, e il loro Monty Python’s Flying Circus ha avuto un’influenza incalcolabile su un numero altrettanto incalcolabile di autori, attori e registi (se non li conoscete provate a guardare una puntata dello show e poi qualcosa a caso dei Griffin, per esempio). Con la chiusura del programma, i cinque inglesi hanno preso ciascuno una strada diversa: Terry Gilliam è diventato Autore con la maiuscola, John Cleese attore brillante nonché rettore dell’università di St. Andrew’s, Terry Jones ha fatto un po’ di tutto tra cui lo sceneggiatore (avete presente Labyrinth?), Eric Idle alias “quello che si vestiva da donna” idem come sopra, Michael Palin si è dedicato alla sua carriera di nomade producendo documentari di viaggio. E Graham Chapman? Be’, i Monty Python stessi risponderebbero semplicemente: «È morto». È successo nel 1989, per un cancro devastante, e da allora Chapman è diventato affettuosamente “the dead one”.

Finché gli stessi Monty Python non hanno deciso che era giunto il momento di offrire il giusto tributo alla sua memoria: nasce così A Liar’s Autobiography, «non un documentario, non un film dei Monty Python, ma la personale visione di Chapman sulla sua stessa vita» come lo descrivono i Python superstiti. «Nonostante sia molto egoisticamente deceduto nel 1989» si legge «Chapman si è preso la briga di leggere la sua stessa autobiografia e registrare la voce che sentite nel film». Che è in 3D e in animazione, con 14 stili diversi di animazione per la precisione: una surreale follia pythonesca, della quale potete vedere il trailer qui sotto. Il film uscirà nel 2013, ma verrà presentato in anteprima negli States il 2 novembre 2012. Per noi è già imperdibile.

Fonte: Collider

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