Stephen King non ha mai nascosto la sua passione per la televisione e, nel corso degli anni, ha spesso condiviso giudizi molto netti sulle serie che più lo hanno colpito. Tra queste ce n’è una che, secondo il celebre scrittore, riuscì a conquistarlo praticamente subito: Breaking Bad.
In un’intervista concessa a Rolling Stone nel 2014, King arrivò a definirla come la migliore serie dei primi quindici anni del XXI secolo. E per capire di trovarsi davanti a qualcosa di speciale non ebbe bisogno di guardare intere stagioni: gli bastò una delle primissime scene del pilot.
Il momento che colpì lo scrittore vede Walter White, interpretato da Bryan Cranston, nel deserto con addosso soltanto la biancheria intima. Una scelta volutamente poco eroica e quasi grottesca che, agli occhi di King, dimostrava già tutto il coraggio della serie. Parlando di quel primo incontro con il protagonista, lo scrittore spiegò: «Ho capito che era grandiosa fin dalla prima scena: lo vedi con addosso quei boxer».
Una sequenza che, col senno di poi, assume un significato ancora più forte. All’inizio della storia, infatti, Walter è soltanto un insegnante di chimica di mezza età, apparentemente ordinario e ben lontano dall’uomo che diventerà nel corso delle cinque stagioni. Uno degli aspetti che King apprezzò maggiormente fu proprio la capacità di Breaking Bad di costruire una trasformazione profonda e graduale del suo protagonista. Episodio dopo episodio, Walter cambia radicalmente, fino a diventare una figura sempre più oscura e pericolosa.
Lo scrittore ha spesso mostrato una particolare predilezione per le serie capaci di sviluppare personaggi complessi nel lungo periodo. Al contrario, si è dimostrato meno entusiasta nei confronti di procedurali come NCIS e CSI, considerati più ripetitivi nella loro struttura.
Breaking Bad non è comunque l’unico titolo televisivo ad aver conquistato Stephen King. Tra le serie che lo scrittore ha elogiato nel tempo figurano anche Sons of Anarchy, The Walking Dead, The Bridge e The Americans. King ha inoltre indicato The Shield come una produzione fondamentale per l’evoluzione della televisione moderna, ricordando quanto lo avesse colpito la svolta narrativa del primo episodio. Nonostante questo, il suo giudizio su Breaking Bad rimase ancora più entusiasta.
Stephen King non fu l’unica grande personalità dello spettacolo a restare impressionata dalla serie creata da Vince Gilligan. Anche Anthony Hopkins, dopo aver visto tutte e cinque le stagioni, scrisse personalmente a Bryan Cranston per complimentarsi con lui. L’attore elogiò in particolare la trasformazione di Walter White e la qualità dell’interpretazione di Cranston, sottolineando quanto la serie fosse riuscita a evolversi da una sorta di commedia nera a un racconto sempre più tragico e violento.
Oggi Breaking Bad è considerata una delle serie più influenti degli ultimi decenni, ma il suo successo non fu scontato fin dall’inizio. Lo stesso Vince Gilligan ha raccontato di aver temuto che lo show non riuscisse ad andare oltre la seconda stagione. Un ruolo decisivo nella crescita della serie arrivò dallo streaming: la disponibilità degli episodi su Netflix permise infatti a un numero sempre maggiore di spettatori di recuperare la storia dall’inizio, contribuendo alla sua progressiva crescita in termini di popolarità e riconoscimenti.
Col senno di poi, quindi, l’intuizione di Stephen King appare ancora più significativa: allo scrittore bastarono davvero pochissimi minuti per riconoscere una serie destinata a lasciare un segno profondo nella storia della televisione.
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