Josh Hutcherson non è particolarmente alto, ma di sicuro è un tipo brillante, uno che ha da tempo imparato il segreto: compensare la statura col carisma. A lui, nonostante la giovane età – appena 21 anni, quindi due in meno della Lawrence – il trucco riesce alla perfezione. All’intervista si presenta un pochino spettinato, con una maglietta nera e un paio di jeans: un abbinamento che gli calza senz’altro meglio degli abiti barocchi e del ciuffo ingellato che sfoggia per tutta la prima metà di Hunger Games: La ragazza di fuoco, ovvero durante il Victory Tour. Sembra certamente più tranquillo dell’amica Jennifer, che sta poco distante, e alla quale lo lega un carattere perfettamente complementare, quindi affine: più cauta – forse un po’ tesa – lei, più energico e brillante lui.

Come ti rapporti alla fama che questa saga ti ha fatto guadagnare?
«La popolarità è un’arma a doppio taglio. L’opportunità che ti dà è che ti permette di parlare ai giovani di tante cose, di lanciare dei messaggi. Senza considerare che ti ritrovi a viaggiare in tutto il mondo. Ma il prezzo da pagare è notevole».
Per esempio?
«Cose molto normali. Non puoi passeggiare per strada, o entrare in un negozio e comprare qualcosa. Se lo fai ti ritrovi in una situazione in cui hai gli occhi di tutti puntati addosso: loro conoscono un sacco di cose di te, mentre tu non sai assolutamente niente di loro. È strano e un po’ inquietante».

(foto: Getty Images)

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