Aardman Studios, pirati... senza Caraibi
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Aardman Studios, pirati… senza Caraibi

Siamo stati sui set della Aardman, dove sono nati Wallace e Gromit e dove il modo di intendere l’animazione è agli antipodi rispetto al digitale ipertecnologico della Pixar. qui i personaggi si possono “toccare”...

Aardman Studios, pirati… senza Caraibi

Siamo stati sui set della Aardman, dove sono nati Wallace e Gromit e dove il modo di intendere l’animazione è agli antipodi rispetto al digitale ipertecnologico della Pixar. qui i personaggi si possono “toccare”...

Come in un film di Lynch, un corridoio lungo e stretto si apre su una serie di grandi stanze quadrate, protette da pesanti tendaggi. Sbirciando tra le fessure, si intravedono mondi fiabeschi: galeoni sospesi a mezz’aria, caverne stipate di tesori, ordinate scrivanie ottocentesche, con tanto di penna e calamaio. Tutto nel giro di pochi metri. È un mondo dalle dimensioni sconvolte: non esattamente una miniatura, ma nemmeno una realtà in scala 1:1. Piuttosto una via di mezzo, che fa pensare alla Hobbiville del grande set neozelandese del Signore degli Anelli. Ad abitare questa dimensione parallela sono solo due tipi di presenze: pupazzi di plastilina alti 40 centimetri e animatori in carne ed ossa. Siamo a Bristol, sul set del nuovo film della Aardman The Pirates!, la cui lavorazione procede a pieno ritmo: nella mensa al primo piano, e nelle stanze di segreteria, un calendario che riproduce il ponte di un galeone riporta le fasi della produzione e si interrompe al 30 marzo 2012, data della prima mondiale. In questo momento la linguetta rossa che segna lo stato dei lavori è ferma poco prima di metà strada. «Ma siamo perfino in anticipo sulla tabella di marcia, roba da non credere» ci dice Peter Lord – cofondatore (nel 1972) e direttore creativo degli studi – di nuovo alla regia di un lungometraggio dieci anni dopo Galline in fuga.

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