«Con la morte di Claude Chabrol, il cinema francese ha perso uno dei suoi maestri», così il primo ministro francese Francois Fillon ha commentato la scomparsa del cineasta, morto ieri all’età di 80 anni.

Figlio di un farmacista, Chabrol nacque a Parigi il 24 giugno 1930 e si distinse dalla fine degli anni ’50 come uno dei principali esponenti della Nouvelle Vague insieme agli illustri colleghi Francois Truffaut e Jean-Luc Godard.

Una carriera prolifica quella del maestro Chabrol che conta più di 50 film, tra i quali ricordiamo Beau Serge (1958), Violette Nozière (1978), Un affare di donne (1988), che lo rese celebre anche all’estero grazie anche alla partecipazione di Isabelle Huppert, con la quale collaborò in numerosi altri film, tra cui Madame Bovary (1991) e Il buio nella mente (1995). Al centro della sue opere c’era spesso il tema del conformismo borghese con i suoi vizi nascosti e i desideri repressi.
Tra gli ultimi lavori: Grazie per la cioccolata (2000), L’innocenza del peccato (2007) e Bellamy con Gerard Depardieu (2009).  Nel 2009 aveva ricevuto il premio alla carriera al Festival di Berlino, dove nel 1959 aveva vinto anche l’Orso d’oro per il suo film I cugini.

Il presidente Nicolas Sarkozy lo ha descritto come «Grande autore e regista», mentre Christophe Girard, responsabile per la cultura al Comune di Parigi lo ha definito «un immenso cineasta francese, libero, impertinente, politico e prolifico». (Foto Getty Images)




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