Francesco Guccini è morto all’età di 86 anni. Il cantautore, scrittore e tra le figure più importanti della cultura italiana si è spento questa mattina nella sua Pavana, circondato dall’affetto della moglie Raffaella, della figlia Teresa e dei familiari. A comunicarlo è stata la famiglia, che ha fatto sapere come, nel rispetto delle sue volontà, le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni in forma strettamente privata, mentre una cerimonia commemorativa aperta al pubblico verrà organizzata nel mese di settembre.
Con canzoni entrate nella storia della musica italiana come La locomotiva, Auschwitz e L’avvelenata, Guccini ha raccontato per decenni il Paese attraverso testi profondi e poetici, diventando un punto di riferimento per intere generazioni. Definito da Umberto Eco “il più colto dei nostri cantautori”, nel corso della sua carriera si è distinto anche come scrittore, lasciando un segno indelebile nella cultura italiana.
Accanto alla musica e alla letteratura, Guccini ha intrecciato il proprio percorso artistico anche con il cinema. Pur non avendo mai intrapreso una vera carriera da attore, nel corso degli anni ha preso parte a numerosi film, spesso accettando i ruoli per amicizia o per curiosità, senza mai considerare il grande schermo una professione parallela.
Tra le sue interpretazioni più conosciute c’è quella in Radiofreccia, il film d’esordio alla regia di Luciano Ligabue, dove interpretava il barista Adolfo. La sua presenza nell’opera era doppia: oltre a comparire davanti alla macchina da presa, contribuiva anche con il brano Incontro, inserito nella colonna sonora del film.
Negli anni successivi è apparso anche in Ormai è fatta! di Enzo Monteleone e in diverse pellicole dirette da Leonardo Pieraccioni, tra cui Ti amo in tutte le lingue del mondo, Una moglie bellissima e Io & Marilyn. Il suo contributo al cinema non si è limitato alla recitazione: nel 1977 compose infatti le musiche originali di Nené, diretto da Salvatore Samperi, mentre molte delle sue canzoni sono state utilizzate nel tempo in numerose opere cinematografiche.
Negli ultimi anni Guccini aveva scelto una vita lontana dai riflettori, ritirandosi nella sua Pavana senza però interrompere il dialogo con il pubblico attraverso libri, incontri e documentari dedicati alla sua storia.
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