“E guarirai da tutte le malattie
Perché sei un essere speciale
Ed io, avrò cura di te”.
Ciao, Franco #Battiato https://t.co/Jh8td55vDH— Antonio Spadaro (@antoniospadaro) May 18, 2021
Il cantautore, morto nella sua residenza di Milo, alle pendici dell’Etna, dove si era ritirato. Era nato a Jonia il 23 marzo del 1945. L’ultimo concerto di Franco Battiato risale al 17 settembre 2017, quando si esibì al Teatro Romano di Catania: le ultime quattro date del tour furono cancellate per ragioni di di salute. Nell’agosto del 2019 è uscito il suo ultimo album, Torneremo ancora, successivamente è stato annunciato il suo ritiro dalle scene.
Tra gli anni settanta e ottanta Battiato raggiunse un altissimo grado di innovazione e realizzò uno dei dischi italiani più influenti e decisivi di tutti i tempi, La voce del padrone (1981), album cruciale nel quale trovavano posto alcune delle sue canzoni più celebri come Cuccurucucù e Centro di gravità permanente. Quell’album, muovendosi tra situazionismo raffinato e gusto postmoderno, sdoganò per sempre un’idea precisa di citazionismo e creò, di fatto, un prima e un dopo.
Lungo e saldo, ma anche personale, privato e raffinato com’era d’abitudine per tutte le manifestazioni artistiche del maestro siciliano, è stato il rapporto di Battiato con il cinema. Come attore è comparso in Baba Taga di Corrado Farina e ha composto numerose colonne sonore, tra le quali Una vita scellerata di Giacomo Battiato e Il giorno di San Sebastiano di Pasquale Scimeca.
Le sue canzoni state usate da Nanni Moretti nei film Bianca, La messa è finita e Palombella rossa, generando degli indimenticabili corto-circuiti audiovisivi che ne evidenziavano l’aspetto civile ed esistenziale ma anche malinconico e stralunato. Nel 2006 Alfonso Cuarón utilizza la carezzevole versione di Battiato di Ruby Tuesday nel suo I figli degli uomini e Battiato collaborò a lungo con Elisabetta Sgarbi per i suoi film, tra i quali Deserto Rosa. Tra gli ultimi utilizzi cinematografici dei suoi brani si ricorda quello di Radio Varsavia in Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino.
Foto: Getty (Tullio M. Puglia)
