A 37 anni è morto all’ospedale Raymond-Poincaré di Garches (Hauts-De-Seine) Guillaume Depardieu, figlio di Gérard (insieme a lui nella foto a destra nel film Aime Ton Pére), ricoverato nella notte tra domenica e lunedì dopo aver contratto «un virus che ha causato una polmonite fulminante», secondo quanto afferma un portavoce di Artmedia, la società produttrice del padre. Nato il 7 aprile 1971 da Gérard e Elisabeth Depardieu, fin dagli anni dell’adolescenza ha mostrato un carattere ipersensibile e ribelle, destinato a entrare presto in conflitto con la personalità strabordante del padre. Finito spesso sui giornali per risse, consumo di droga e alcol, che lo hanno portato anche in prigione, nel 1995 sconta la sua passione per le folli corse in moto con un drammatico incidente nel tunnel di Saint-Cloud, causato da una valigia caduta dal veicolo che lo precede: ricoverato in ospedale, dopo alcune operazioni contrae un’infezione da stafilococco che lo condurrà, fra sofferenze indicibili che neanche la morfina riesce ad alleviare, a una serie di 17 interventi chirurgici prima di arrivare, nel 2003, alla decisione di amputare una gamba. Il suo esordio nel cinema è all’età di tre anni ne Il difetto di essere moglie (1974) di Claude Goretta, dove recita accanto al padre e a Marlene Jobert. Nel 1991, dopo l’uscita di prigione, il suo secondo film, Tutte le mattine del mondo di Alain Corneau, ancora a fianco di Gérard. Seguono pellicole a distanza ravvicinata che lo conducono nel 1996 a Les Apprendis, che gli vale il César come miglior promessa maschile. Dopo l’incidente, nel 1997 è di nuovo sul set con Catherine Deneuve nel corto Sans titre e l’anno dopo torna insieme al padre nella serie tv Il conte di Montecristo, esperienza ripetuta nei Miserabili (2000) oltre che in Aime ton père e Napoléon, entrambi del 2002. La sua ultima apparizione sui nostri schermi è ne La Duchessa di Langeais, in attesa di rivederlo a dicembre in Stella, presentato alla Mostra di Venezia. La polmonite che lo ha condotto alla morte l’ha contratta in Romania sul set di L’Enfance d’Icare, thriller firmato da Alex Iordachescu.

Da.Mo.

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