Una voce profonda e muscoli d’acciaio per quasi due metri di altezza e 150 Kg. Chi ha visto Il miglio verde certo non può aver dimenticato quel gigante dai poteri magici, detenuto nel braccio della morte, condannato a leggere il male nella mente altrui e assorbirne il dolore. Un’interpretazione che gli valse una nomination agli Oscar come attore non protagonista, e forse quella più memorabile, nonostante abbia preso parte a molti altri blockbuster made in Hollywood: da Armageddon a Sin City, passando per Il pianeta delle scimmie e Daradevill.

Michael Clarke Duncan si è spento ieri pomeriggio, all’età di 54 anni, in un ospedale di Los Angeles dove era ricoverato dallo scorso 13 luglio in seguito a un attacco cardiaco. Nonostante il 9 agosto fosse uscito dalla terapia intensiva, le sue condizioni sono progressivamente peggiorate. Ad annunciare il decesso la fidanzata Omarosa Manigault.

Il colosso nero si era avvicinato al mondo del cinema grazie a Will Smith, per il quale lavorava come guardia del corpo. Fu lo stesso attore a proporgli la partecipazione a un episodio di Willy il principe di Bel-Air. La svolta nel 1999 quando Bruce Willis lo propose al regista Frank Darabont come interprete del “gigante buono” de Il miglio verde, al fianco di Tom Hanks, che ha commentato così la scomparsa del collega, come riportato da Just Jared: «Sono profondamente rattristato dalla morte di Big Mike. Un tesoro che abbiamo scoperto sul set del Miglio verde. Era magico. Era un amore di uomo e la sua morte ci lascia senza parole, scioccati».

(Foto: Getty Images)

Qui una scena de Il miglio verde: il dialogo tra il poliziotto Paul (Tom Hanks) e il detenuto John (Michael Clarke Duncan)

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