Il mondo della cultura pop saluta una figura fondamentale della sua storia. Roger Sweet, designer celebre per aver contribuito alla nascita di He-Man, è morto all’età di 91 anni. La notizia della sua scomparsa ha rapidamente fatto il giro del web, suscitando il cordoglio di fan e appassionati cresciuti con uno dei personaggi simbolo degli anni Ottanta.
Secondo quanto riportato dalla stampa statunitense, Sweet si è spento dopo una lunga battaglia contro la demenza senile. La moglie Marlene ha spiegato che il decesso è avvenuto serenamente in una struttura specializzata, dove era assistito negli ultimi tempi.
Negli scorsi mesi la famiglia aveva anche lanciato una raccolta fondi per affrontare le elevate spese mediche necessarie per le cure. L’iniziativa aveva ricevuto un forte sostegno da parte dei fan di Masters of the Universe, segno dell’affetto rimasto intatto nei confronti dell’uomo che contribuì a dare forma a un immaginario ancora oggi amatissimo.
Roger Sweet lavorò per Mattel tra gli anni Settanta e Ottanta, periodo in cui prese vita He-Man. Al designer viene attribuita l’ideazione del nome del personaggio e un ruolo centrale nello sviluppo del concept originale, realizzato insieme ad altri creativi dell’azienda.
Da quella intuizione nacque un fenomeno destinato a superare i confini del semplice giocattolo. He-Man debuttò infatti come action figure, ma fu con la serie animata He-Man and the Masters of the Universe che il personaggio conquistò il pubblico mondiale, diventando in breve tempo un’icona generazionale.
Negli anni successivi il franchise ha continuato a reinventarsi attraverso nuove serie animate, fumetti, videogiochi, merchandising e adattamenti cinematografici. Ancora oggi He-Man resta uno dei simboli più riconoscibili dell’intrattenimento anni ’80.
Proprio in questo periodo è inoltre in sviluppo un nuovo film live-action dedicato a Masters of the Universe. La moglie di Sweet aveva espresso il desiderio che il progetto potesse rendere omaggio al marito e al suo contributo nella creazione dell’universo narrativo.
Foto: Marlene Sweet
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