Sydney Pollack, attore, regista e produttore è morto ieri a causa di un cancro nella sua casa di Pacific Palisades, all’età di 73 anni, circondato dalla famiglia e dagli amici. Prima attore, poi sempre più concentrato sulla regia e sulla sua attività di produttore, nonché spesso prestatosi a camei eccellenti (vedi il suo fedifrago in Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick), i film di Pollack hanno fatto la storia del grande cinema di Hollywood, soprattutto negli anni ’70 e ’80. Spaziando tra i più disparati generi, Pollack ha firmato come regista, tra le altre, pellicole come Corvo rosso non avrai il mio scalpo (1972), Come eravamo (’73), I tre giorni del condor (’75), e Tootsie (’82), fino al grande successo dell’acclamato La mia Africa (’85). Sydney Irwin Pollack era nato il primo luglio 1934 a Lafayette ed è cresciuto a South Bend, Indiana. Nella Grande Mela è stato preso sotto l’ala protettiva di Sanford Meisner, prima come suo alunno e poi come assistente. Tra i suoi allievi ci sono stati Robert Duvall e Rip Torn, oltre all’attrice Claire Griswold, che poi il regista ha sposato e di cui è rimasto marito per 50 anni. Spinto dall’incoraggiamento del regista John Frankenheimer e dell’attore Burt Lancaster, Pollack si butta nella regia, dapprima televisiva con show come The Alfred Hitchcock Hour e Ben Casey. Il suo primo lungometraggio per il cinema, La vita corre sul filo (’65) con Anne Bancroft e Sydney Poitier, gli permise di mettersi in luce con il grande pubblico e di lavorare con un cast importante, ma non ebbe successo né ai botteghini né presso la critica. La sua successiva prova, Questa ragazza è di tutti (’66) da una pièce di Tennessee Williams, con la sceneggiatura di Francis Ford Coppola e interpretata da Natalie Wood, gli permette di stabilire quello che si rivelerà essere un  lungo e proficuo sodalizio con l’altro protagonista del film, Robert Redford. Il primo grande successo arriva con Non si uccidono così anche i cavalli? (’69) con Jane Fonda, che per questo film ottenne la sua prima nomination all’Oscar come miglior attrice. Come lei, è accaduto anche a molti altri attori di aver tratto beneficio per la prorpia carriera dall’aver recitato in film di Pollack: per ben dodici di loro è arrivata la nomination all’ambita statuetta. Tra loro: Barbra Streisand, Meryl Streep, Jessica Lange e Dustin Hoffman. Pollack stesso ebbe un buon raporto con lo “zio Oscar”. è stato nominato tre volte come miglior regista: per Non si uccidono così anche i cavalli? e Tootsie, e l’ha vinto per La mia Africa. Qust’ultimo è stato il suo film più candidato (11 statuette di cui 7 vinte, tra cui Miglior Film e, appunto, Miglior Regista). La produzione era divenatata la sua grande passione negli ultimi anni: insieme al regista Anthony Minghella (anche lui scomparso agli inizi di quest’anno) aveva fondato la Mirage Enterprises con cui avevano prodotto I favolosi Baker (’89), Ragione e sentimento (’95), Il talento di Mr. Ripley (’99) e Ritorno a Cold Mountain (2003, questi ultimi due anche diretti da Minghella). Pollack produceva film anche indipendentemente dalla Mirage: tra questi il recente Michael Clayton (2007, in cui il regista aveva anche recitato) con George Clooney. Nel 1993 era morto il suo unico figlio maschio, Steven, in un incidente d’aeroplano a Santa Barbara. Il regista lascia la moglie Claire, due figlie e sei nipoti. Per ripercorrere i capolavori che hanno scandito la sua lunga carriera cliccate la photogallery “Il grande cinema di Sidney Pollack“. 

Ev.An.

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